15/07: Cgil in piazza contro la manovra

Grande partecipazione ai presidi di protesta organizzati questa mattina dalla Cgil e dallo Spi davanti alle prefetture di Perugia e Terni contro la manovra economica del Governo, che colpirà “pesantemente e in maniera ingiusta” i redditi dei pensionati e dei lavoratori. A Perugia in centinaia hanno manifestato la propria rabbia in piazza Italia, sotto il palazzo della prefettura. “Ancora una volta siamo chiamati a far sentire la nostra voce in difesa dei più deboli della società che saranno costretti ad ulteriori pesanti sacrifici e subirano un nuovo taglio ai servizi e al welfare a causa dei provvedimenti che il Parlamento sta approvando proprio in queste ore”, ha detto Oliviero Capuccini, segretario generale dello Spi di Perugia, intervendo durante il presidio.

Anche a Terni, nonostante il grande caldo, tanti i pensionati e i lavoratori presenti al presidio sotto la prefettura, compreso un nucleo di precari della scuola con striscioni e manifesti. “E’ la testimonianza della rabbia che cresce rispetto alla Manovra che ha sempre lo stesso taglio e si abbatte ancora una volta sui più poveri e sui più deboli”, ha detto Manuela Latini, segretaria generale dello Spi Cgil di Terni.

Molti gli interventi di pensionate e pensionati del territorio che hanno evidenziato la crescente difficoltà economica dovuta ad un potere d’acquisto che si va sempre più contraendo e che è destinato a peggiorare ulteriormente, visti i provvedimenti contenuti nella Manovra che penalizzano in particolare le pensioni intorno ai mille euro netti.

Tra gli aspetti più critici del provvedimento del Governo, la Cgil individua poi la mancanza di una prospettiva di rilancio per l’economica del Paese e per l’occupazione e i nuovi tagli: altri 9 miliardi di euro agli enti locali, con conseguente caduta dei livelli di welfare raggiunti, la reintroduzione del ticket da 10 euro sulle visite specialistiche e diagnostiche, i tagli lineari sulle detrazioni che colpiscono indiscriminatamente lavoratori e pensionati, mentre non toccano le fasce agiate della popolazione. “Quel 10% di italiani che detiene il 47% della ricchezza e ancora una volta non è chiamato a contribuire al risanamento del Paese in una fase così drammatica”, è stato sottolineato dal sindacato, “e questo è assolutamente inaccettabile. Siamo di fronte al fallimento evidente delle politiche di questo governo che la Cgil da anni va contrastando, troppo spesso da sola”.

Al termine dei presidi, delegazioni del sindacato sono state ricevute dalle due prefetture e hanno ribadito ai rappresentanti del Governo la ferma contrarietà della Cgil al carattere di questa manovra e al tempo stesso le proposte alternative, quali l’introduzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze, una seria lotta all’evasione fiscale, la tassazione delle transazioni finanziare e delle rendite, oltre ad un rilancio delle politiche per lo sviluppo e l’occupazione. Da parte delle prefetture è stata assicurata la massima attenzione e l’impegno a riportare al Governo centrale le preoccupazioni e la contrarietà espressa da centinaia di lavoratori e pensionati umbri.

15 luglio 2011

Ufficio stampa Cgil Umbria
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