A quando la Cassa di Risparmio dell’Umbria?

Sono settimane, se non mesi, che ormai quotidianamente leggiamo sulla stampa locale e alcune volte nazionale, la volontà espressa dal CEO di Banca Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, di effettuare in Umbria la fusione delle Casse di quasi esclusiva proprietà di Intesa Sanpaolo in una unica realtà regionale denominata probabilmente Cassa di Risparmio dell’Umbria e nella quale dovrebbero confluire non solo le 4 Casse di Risparmio di Città di Castello, Foligno, Spoleto, Terni e Narni. ma anche filiali umbre della Cassa di Risparmio di Firenze e delle ultime filiali ancora denominate con il logo della Capo Gruppo.

Ho appunto parlato di quasi esclusiva proprietà non a caso in quanto in ogni singola Cassa la rispettiva Fondazione detiene una percentuale di azioni e spesso patti parasociali che potrebbero inficiare il progetto stesso.

Una nuova realtà regionale quindi molto importante e di dimensioni davvero significative se paragonata all’insediamento di altre grandi gruppi come Unicredit, Monte dei Paschi di Siena o Banca Popolare di Spoleto, tale da rappresentare effettivamente un competitor di primissimo livello.

Il problema resta che le notizie arrivano dalla stampa e l’Azienda, spesso interrogata sull’argomento, cerca di sorvolare fornendo ancora informazioni sommarie, assolutamente non esaustive ingenerando nel quadro sindacale un senso di consapevole apprensione se poi gli interlocutori finali sono i lavoratori e le lavoratrici che saranno coinvolti in questo processo di fusione.

I problemi di tipo informatico sono superati in quanto è già uniforme in tutto il Gruppo, così pure esiste un accordo in scadenza di armonizzazione, valido per tutti, circa i diritti ascrivibile ad ogni lavoratore.

La questione quindi tecnicamente non pone problemi insormontabili, anzi è forse la prima aggregazione che non comporterà stravolgimenti lavorativi.

La vera preoccupazione del nostro sindacato riguarda invece la questione delle sovrapposizioni di sportelli che necessariamente comporteranno la chiusura di alcuni e la conseguente mobilità del personale, il quale potrebbe subire quindi disagi importanti a cui il sindacato tutto, e la Fisac in particolare, porrà la massima attenzione.

La salvaguardia dei livelli occupazionali è l’altro punto critico, fra l’altro in un momento in cui il Gruppo sta effettuando una ristrutturazione nazionale per una riduzione di organici fino a 5000 unità e la nostra Regione è interessata al processo per un centinaio di lavoratori e lavoratrici che hanno maturato le condizioni di accedere alla pensione INPS o sono prossimi a conseguirla comunque. Non potremmo sopportare una ulteriore riduzione di personale, ma anzi puntare ad un rafforzamento degli organici ed una razionalizzazione più coerente e rispettosa dei carichi e ritmi di lavoro oggi spesso insostenibili.

Infine resta la preoccupazione di uno scollamento fra la realtà territoriale tipica di una locale Cassa di Risparmio, rispetto ad una azienda di più grandi dimensioni, specialmente se collegata ad una economia, appunto quella Umbra, fatta di piccole e piccolissime aziende per le quali le delibere creditizie sono in capo alle Direzioni locali. Per le realtà più significative, rappresentante da medie e grandi aziende, per onestà intellettuale va detto che già da tempo ogni decisione e delibera creditizia è in capo alla Cassa di Risparmio di Firenze a Firenze, se non direttamente a Banca Intesa Sanpaolo di Milano.

Chiediamo con forza che vengano rispettati i diritti dei lavoratori, nonché le logiche appena enunciate, che fino a questo momento hanno caratterizzato l’impegno complessivo del Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio dell’Umbria, istituto bancario organizzato come Banca del Territorio ma che si definisce Banca “per” il Territorio. Solo questo percorso consentirà alla Fisac Cgil dell’Umbria di partecipare alle trattative che da qui a pochi mesi si apriranno, ed a svolgere quel ruolo di attore sindacale coerente con le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori che con la loro delega conferiscono un mandato chiaro e definito.

Il Segretario Generale dell’Umbria
e Segretario di Coordinamento Fisac Cgil Gruppo Intesa Sanpaolo
Massimo Giulietti
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