Appalti Ast: lavoratori della Rigato incatenati contro i licenziamenti

Si sono incatenati simbolicamente davanti ai cancelli dell’Ast per testimoniare tutta la propria rabbia contro i licenziamenti che, dopo 27 anni di servizio, li hanno colpiti lo scorso 23 dicembre. Sono i 24 lavoratori che nel sito Ast si occupano della pulizia della linea a caldo (Fea, Fea4, Fea5, Daneco, Aod, etc.), sbattuti fuori nel peggiore dei modi in concomitanza con il cambio di appalto che ha portato all’uscita di scena della Rigato e all’ingresso dell’azienda Iosa.

“Nonostante l’articolo 4 del Ccnl preveda il passaggio di tutti i lavoratori alla nuova azienda – spiegano i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – il giorno 23 dicembre 2013 è stato inspiegabilmente impedito l’ingresso dei lavoratori in Ast”. I lavoratori e i sindacati chiedono dunque il semplice rispetto del contratto collettivo di lavoro, dato che la mancata applicazione dell’articolo 4 si traduce nell’assenza di certezza per i lavoratori di tutti gli appalti.

“Siamo qui stamattina per rivendicare il nostro posto di lavoro, visto che abbiamo un contratto che dovrebbe salvaguardarci, ma non è stato minimamente rispettato, tanto che siamo stati tutti licenziati”, commenta il delegato della Rsu Rigato, Mauro Martelli. “Le catene che oggi legano simbolicamente i polsi di questi lavoratori – aggiunge Matteo Lattanzi, della Filcams Cgil di Terni – presto potrebbero stringersi molto più concretamente attorno ai lavoratori di tutti gli appalti, considerato che questi operai non sono della Rigato o della Iosa, ma sono dipendenti dell’appalto stesso. Per questo chiediamo il rispetto dell’articolo 4 del contratto, che prevede la fattispecie specifica per cui oggi è aperta questa vertenza”.

Alla manifestazione dei lavoratori della Rigato hanno portato la propria solidarietà anche i rappresentanti della Rsu di Ast, oltre al segretario generale della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, e a quello della Fiom Cgil di Terni, Claudio Cipolla.

 

8 gennaio 2014

Ufficio stampa Cgil Umbria

 

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