Appello alle donne del paese reale

Nel paese irreale dove domina, incontrastato, Berlusconi, per le donne non c’è nessuna solidarietà, né politiche di inclusione, ma, come è tipico dei tiranni, solo “concessioni e regalie” in cambio di umilianti servizi.

Donne che finiscono con l’apparire un prodotto culturale del berlusconismo e che a lui sembrano assomigliare, tanto sono plagiate e smarrite.

Come ricorda Etienne de la Boetiè con il suo discorso sulla “servitù volontaria”, sebbene nessun essere umano possa essere trattato come uno schiavo senza soffrirne, accade spesso che ci si sottometta volontariamente a una forma di schiavitù, quando non si è avuta la possibilità di conoscere altro. L’abitudine ci fa accettare l’inaccettabile. Molte giovani donne quale modello hanno oggi a disposizione nel paese irreale che ogni giorno viene descritto in modo martellante?

Le qualità giudicate utili per gli show pubblicitari, si trasformano in doti politiche essenziali, producendo indecenti confusioni di genere: ubbidienza ed avvenenza diventano l’indispensabile tirocinio per candidarsi a posti di massima responsabilità, diventano il burqa gettato sul corpo femminile per umiliarlo sulle scene televisive e tramutarlo in arma che ferisce tutti e tutto”.

Spesso le donne che osano rivendicare ad alta voce l’uguaglianza dei diritti civili sono immediatamente screditate, e si utilizza contro di loro non l’argomentazione, ma l’arma subdola che le riduce al silenzio; l’insulto che le fa tacere. Nel paese irreale una donna che chiede rispetto è una “frustrata”, una “isterica” e non “spiritosa”

Ecco perché a volte le donne tacciono. Nell’offesa non c’è nessun argomento, nessuna idea, nessuna razionalità.

E’ estremamente difficile astrarsi dalla violenza e prendere pubblicamente la parola per difendere, nonostante tutto la propria dignità.

Nel paese irreale l’ossessione per il corpo è continua e martellante; è il nuovo “oppio dei popoli”; di fronte alle incertezze di un mondo sempre più “liquido” il controllo del corpo permette in apparenza di combattere ansia ed insicurezza.

Il modello di perfezione e di gioventù si intreccia con l’essenza della persona: chi non è in grado di arginare l’invecchiamento, non è in grado di avere controllo sulla propria vita.

Questa società controlla le persone e soprattutto le donne attraverso il loro corpo, “introiettando” un prototipo di perfezione fisica come unico mezzo per ottenere il successo.

Nell’Italia reale noi donne studiamo, aspiriamo ad avere un impiego e quando abbiamo già un lavoro, svolgiamo il nostro ruolo con impegno, serietà, professionalità e competenza portando avanti lavoro, famiglia e il pesante fardello, scaricato sulle nostre spalle dalla crisi sociale ed economica. Nell’Italia reale la metà di noi ha smesso di cercare lavoro perché la politica fallimentare di questo governo ci ha sbattuto la porta in faccia, togliendoci persino la speranza. Nell’Italia reale le famiglie sono sole.

Nell’Italia reale noi donne rivendichiamo pari diritti e pari dignità senza che nessuno ci possa dire: “Sei più bella che intelligente”.

Scrittrici, metalmeccaniche, lavoratrici tessili, commesse, ricercatrici, casalinghe, studentesse. Le donne italiane si stanno mobilitando in tutte le città per reagire ad un degrado della politica e della cultura che non sembra aver fine.

Tutte le iniziative in Umbria

Un cartello composito di donne e associazioni sta lavorando infatti ad un grande appuntamento nazionale fissato per il 13 febbraio prossimo. La CGIL è in prima fila e il suo Segretario Generale, Susanna Camusso, ha firmato subito l’appello da cui è partita tutta la mobilitazione.

Susanna Camusso: “Né brave, né cattive, solo ragazze vere”

Tutte le donne che si sentono cittadine dell’Italia reale sono invitate a sottoscrivere questo testo.

Patrizia Venturini Segr. Camera Lavoro Perugia
Barbara Mischianti Segr. Camera Lavoro Perugia
Lucia Rossi Segr. Gen. Camera Lavoro Terni
Raffaella Chiaranti Segr. Cgil Umbria
Giuliana Renelli Segr. Cgil Umbria

Prime adesioni:

  1. Stefania Cardinali
  2. Cinzia Abramo
  3. Daniela Francisci
  4. Sara Pasquino
  5. Irene De Stefano
  6. Stefano Ricci
  7. Paola Spinelli
  8. Nadia Favalli
  9. Andrea Patrizia Milesi
  10. Maria del Mar Cuasante Ruiz
  11. Flavio Famiani
  12. Fabrizio Ricci
  13. Vito Laudati
  14. Anna Ascani
  15. Elisabetta Masciarri
  16. Massimo Fraolo
  17. Mirella Strani
  18. Vanda Scarpelli
  19. Maurizio Maurizi
  20. Emanuela Epifani
  21. Nadia Cirulli
  22. Graziano Sampaolo
  23. Annalena Stocchi
  24. Giovanni Roccatelli
  25. Vasco Cajarelli
  26. Maria Cristina
  27. Alessandro Piergentili
  28. Roberto Panico
  29. Daniela Moretti
  30. Enrico Bruschi
  31. Gessica Casacci
  32. Elisa Mazzoni
  33. Maria Cenci
  34. Michela Maracaglia
  35. Mario Bravi
  36. Alessia Giuliacci
  37. Caterina Satta
  38. Francesco Francisci
  39. Cipriano Crescioni
  40. Elena Pollacci
  41. Ermira Behri
  42. Stefania Fiorucci
  43. Pina Bacelli
  44. Donatella Barcaccia
  45. Maria Teresa Biscarini
  46. Michela Maracaglia

News CGIL Umbria, slide