Ast: è allarme rosso sui volumi

Quanto emerso in questi giorni, relativamente ai piani produttivi di maggio e giugno di AST, conferma tutte le nostre preoccupazioni evidenziate e denunciate da qualche mese a questa parte sul futuro assetto produttivo del Sito ternano.

Rispetto ai volumi preannunciati si prevede una fermata di almeno 8 giorni nell’area a caldo che significa raggiungere una produzione mensile al limite delle 90 mila tonnellate mese.

E’ da tempo che chiediamo concretezza e certezza degli impegni da parte di TK su Terni e, ad oggi, abbiamo avuto soltanto rassicurazioni verbali che nei fatti, come dimostrano i volumi in programma, vengono puntualmente smentite.

Come FIOM-CGIL riteniamo quanto si sta determinando intorno alla vicenda AST inaccettabile perché ciò prefigura un assetto futuro del Sito notevolmente ridimensionato, con il rischio di perdere competitività e strategicità oltre a quello di produrre ulteriori effetti negativi occupazionali che sarebbero insopportabili per la realtà ternana.

Come FIOM-CGIL ribadiamo che non può più essere rinviato un confronto governativo ai massimi livelli per evitare che la situazione precipiti e per intervenire nei confronti della Commissione Europea e della multinazionale tedesca chiedendo il rispetto degli impegni presi.

Come FIOM-CGIL riteniamo incomprensibile che in una fase come questa ci siano soggetti che sottovalutano il rischio concreto ed oggettivo di quello che sta accadendo sulla siderurgia ternana non comprendendo che è a rischio, nel medio periodo, la sopravvivenza delle produzioni siderurgiche ternane per come le abbiamo conosciute fino ad oggi.

Come FIOM-CGIL continuiamo a denunciare anche atteggiamenti non condivisibili di una parte del management aziendale che invece di pensare a far bene il proprio mestiere lavorando su obiettivi condivisi in difesa di AST si occupa di questioni non di propria competenza.

 

Terni 19/05/14
Fiom-Cgil Terni
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