Bps: situazione paradossale

E’ singolare che Bankitalia richieda la rimozione di un soggetto ritenuto non adeguato alla presidenza di un istituto bancario, richiesta sostenuta anche da un centinaio di soci che hanno scritto alla Consob, e che questo diventi presidente della società controllante l’istituto medesimo.

E’ chiaro che si è trattato di un blitz, effettuato da soggetti del consiglio di amministrazione della Spoleto crediti e servizi allineati ad Antonini, la cui appartenenza politica dopo la interpellanza in parlamenteo da parte del centro destra è chiarissima.

Speriamo ora che questo non apra un ulteriore scenario di lotte che può solo creare pregiudizio alla Banca Popolare di Spoleto e soprattutto ai lavoratori, visto che la clientela potrebbe allarmarsi da questi giochi non chiari a nessuno.

Come Fisac e soprattutto come Cgil saremo molto vigili sugli sviluppi da qui in avanti, pronti ad intervenire a tutti i livelli di nostra pertinenza.

In ogni caso è davvero singolare il fatto che la Cgil abbia chiesto l’apertura di un tavolo di confronto regionale sul credito ma che uno dei soggetti principali, cioè il presidente dell’Abi, dott. Alfredo Pallini, sia anche direttore generale della Bps e sia stato destituito da Antonini. Per questo al momento la stessa convocazione del tavolo sembra essere impossibile.

1 marzo 2011
Mario Bravi – Segretario generale Cgil Umbria
Massimo Giulietti – Segretario generale Fisac Cgil Umbria

IL PUNTO DI VISTA DELLA FISAC AZIENDALE

Il Coordinamento delle Rappresentanze Sindacali della FISAC CGIL della Banca Popolare di Spoleto Spa,

constatato che la recente ispezione della Banca d’Italia avvenuta come di consueto nell’ambito della ordinaria verifica della sana e prudente gestione dell’Istituto, non ha rilevato irregolarità tecnico organizzative tali da avviare provvedimenti drastici nei confronti della Banca Popolare di Spoleto;

preso atto peraltro che tali irregolarità individuate da Banca d’Italia, erano già all’attenzione del top management della BPS che aveva predisposto e sta predisponendo una serie di interventi atti al superamento delle stesse;

rilevato che le cause dei minacciati provvedimenti a carico dell’Istituto di Credito (commissariamento, scioglimento degli Organi Sociali) erano imputabili alla governance dell’Istituto per motivi di natura privata contestati direttamente ai soggetti interessati;

si schiera

senza mezzi termini, nella piena autonomia e legalità, dalla parte di regole di trasparenza e correttezza chiedendo ai soggetti, che con il loro operato hanno di fatto perso i requisiti necessari, di

farsi da parte,

evitando di arrecare danni irreparabili all’Istituto e senza trovare scorciatoie utili al solo scopo di mantenere alti livelli decisionali con retribuzioni sopra la media nazionale, in modo del tutto sproporzionato alle dimensioni dell’Istituto, accampando mere giustificazioni legate all’autonomia dell’Istituto e a fantomatici complotti

si dissocia completamente

da organismi strumentali e di parte sorti a sostegno di questo o quel componente del CDA promossi anche da esponenti con cariche sindacali in conflitto con il mandato ricevuto dai lavoratori;

La FISAC CGIL prende altresì le distanze da chi mette in dubbio l’autonomia dell’Organo di Vigilanza nei confronti delle Banche destinatarie delle ispezioni e, con forza,

chiede al top management dell’Istituto di Credito:

  • la rigorosa attuazione delle disposizioni di Banca d’Italia per la massima tutela dei risparmiatori e di tutta la clientela;
  • continua e trasparente informativa sulle vicende al fine di:
  • non innescare travisamenti e strumentalizzazioni delle notizie;
  • tranquillizzare i 750 dipendenti sul loro futuro e sulla loro vita e gli oltre 130.000 clienti sui loro risparmi;
  • un cambiamento di rotta nella politica delle assunzioni e dei percorsi di carriera, fino ad oggi gestita in maniera del tutto arbitraria.

Chiede alla proprietà:

  • l’uso di una democrazia più trasparente nelle scelte di governo e nella nomina dei rappresentanti della Spoleto Credito e Servizi parificando tutte le forze sociali ed economiche e tutti i soggetti del territorio nell’utilizzo di strumenti fino ad oggi nella disponibilità di pochi eletti;
  • rapide decisioni in merito alla vicenda della sospensione del Direttore Generale, analizzando con serenità le motivazioni ed evitando di far prevalere motivi o conflitti esclusivamente personali;
  • evitare l’uso indiscriminato di mozioni di sfiducia quando i soggetti non sono più graditi lasciando ogni decisione al giudizio finale dei soci.

Ciò al fine di far riacquisire alla Banca il proprio ruolo di soggetto titolare di un intervento mirato e capillare sul territorio, vicino ai problemi delle famiglie e delle imprese con l’impegno di tutto il personale, a fungere da ammortizzatore in una spaventosa crisi sociale ed economica.

FISAC CGIL BPS SPA
ORGANO DI COORDINAMENTO
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