Cgil e Silp, per garantire sicurezza, basta tagli e via a nuovi concorsi

» FOTO – ASCOLTA – Il dossier

 

La spending review non risparmia nessun settore e taglia anche sulla sicurezza, così è sempre più difficile dare risposte adeguate alla richiesta dei cittadini. E’ questo l’allarme lanciato oggi, 4 agosto,  da CGIL e SILP con la presentazione del dossier ‘Le condizioni di vita e di lavoro degli operatori di polizia tra Spending-Review e domanda di sicurezza’ in una conferenza stampa presso la CGIL nazionale.

Uno studio con il quale il sindacato ha cercato di “dare corpo” come spiegato dal segretario generale del SILP CGIL, Daniele Tissone alle problematiche e ai disagi con cui gli operatori di polizia sono costretti a fare i conti tutti i giorni per cercare di soddisfare la richiesta di sicurezza dei cittadini. Il problema, ha detto Tissone è che “la sicurezza non deve essere vista come una spesa da tagliare, ma come una risorsa strategica per il Paese”.

Una vera “emorragia” di personale, mezzi e risorse, quella descritta nel dossier. Un’emergenza  che può essere sintetizzata in alcuni dati a dir poco “preoccupanti”. Ogni anno il personale diminuisce di circa 350 unità, tra pensionati e riformati e il blocco del turn over ha raggiunto il 55%; in sette anni, dal 2006 al 2013, il totale delle forze in servizio è passato da 103mila a 95mila con un calo del 10% e un aumento dell’età media che si attesta sui 45 anni. Le retribuzioni hanno subito una riduzione mensile di circa 300 euro lordi. E ancora, la mancanza di risorse ha portato alla carenza dal punto di vista strumentale: un parco auto obsoleto, sedi inadeguate, mancanza di divise personali e pc. A tutto ciò si aggiunge l’annunciata chiusura da parte del Governo di 80 Questuresulle 103 esistenti e di 300 presidi di Polizia, con ulteriori tagli alle autovetture, agli equipaggiamenti e alle strumentazioni dei reparti e del personale.

“Siamo molto preoccupati per l’annuncio di ulteriori riduzioni di risorse da destinare ad un settore,  come quello delle forze di polizia, che da sei anni a questa parte ha subito gli effetti della Spending review, con evidenti ripercussioni sulle condizioni di lavoro per gli operatori e di sicurezza per i cittadini”. Ha detto il segretario confederale della CGIL, Gianna Fracassi in occasione della presentazione del dossier. La risposta da dare ai lavoratori che operano per la sicurezza del Paese è, sottolinea Fracassi “innanzitutto lo sblocco dei contratti, fermi ormai da 5 anni, da realizzare entro il 2015 e per il quale è necessario reperire le risorse adeguate”. Va rivista la procedura di ingresso nelle forze di Polizia, “è fondamentale – ha detto – la riapertura di concorsi pubblici che permettano l’ingresso in polizia per via civile e non solo militare, in modo da sanare anche la disparità di genere”. Oggi, infatti, si legge nel dossier, le donne rappresentano solamente il 7% del personale delle forze armate e il 14,8% di quelle di polizia.

E’ Tissone ad illustrare l’esigenza di superare la legge 121/1981 e giungere all’unificazione di Polizia e Carabinieri, è auspicabile “l’Istituzione di una sola Polizia a competenza generalista, sotto la competenza diretta del Ministero dell’Interno”. In questo modo, si legge nel dossier, ci sarebbero quasi 220mila donne e uomini tra Polizia di Stato e Carabinieri al servizio del cittadino, e si avrebbe un risparmio di 3miliardi di euro.

Da affrontare anche il tema delle libertà sindacali. E’ “necessaria” una revisione del sistema delle attuali libertà sindacali che non prevede, per la Polizia di Stato, la possibilità di iscriversi alle organizzazioni sindacali che non siano composte da “soli appartenenti alla Polizia di Stato”. Anche la sfera del “mondo militare” non gode di diritti sindacali che consentano una rappresentanza vera delle migliaia di donne e di uomini che vestono una divisa in corpi ad ordinamento militare.

News CGIL Umbria, Notizie Silp