Cgil: ultime iniziative per il “Briccialdi”

Per affrontare la situazione del Briccialdi è necessario tener conto della situazione generale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale oggi nel nostro Paese e nella Regione.

Questo segmento del sistema di Istruzione e Formazione, che forma le competenze artistiche al massimo livello conseguibile e che dovrebbe costruire quel patrimonio di saperi necessari per tenere alto il livello della produzione artistica del nostro Paese, subisce ormai da anni un continuo taglio di risorse economiche ed umane.

La conseguenza di questa politica sbagliata è che l’Italia, storicamente una delle massime “potenze” artistiche mondiali, conosce oggi, se non un appannamento, sicuramente un ridimensionamento delle sue capacità in questo campo. E questo avviene nel quadro di una profonda ristrutturazione, definita dai più “epocale”, del sapere, del fare e del produrre a livello mondiale.

Può un Paese ad economia “matura”, quale è il nostro, stare su un mercato globale dove sarà sempre più problematico competere con i paesi di recente emersione sulla manifattura tradizionale senza avere risorse di creatività, di qualità, di innovazione nel fare, di produrre cose nuove e diverse senza il contributo centrale che può venire solo dall’Alta Formazione in generale e, in particolare, dall’Alta Formazione Artistica e Musicale?

Rimane fermo poi il ruolo della produzione artistica nel mantenere alto il livello civile del Paese e nel contrastare l’affiorare, sempre più diffuso e preoccupante, di nuove forme di imbarbarimento e di decadenza culturale che possiamo quotidianamente e con crescente preoccupazione osservare.

E’ in questo contesto che la CGIL si approccia ai problemi che il “Briccialdi” sta vivendo inquesta fase e che vogliamo qui brevemente richiamare per titoli.

La riforma dell’AFAM, impostata da una legge ormai datata e priva di risorse economiche, rimane contraddittoria e incompiuta. I nuovi percorsi curriculari continuano a vivere in modo abbozzato e ancora con troppi margini di indeterminatezza così come la finalità dei percorsi formativi e la loro spendibilità nel lavoro. Il Parlamento torna oggi ad occuparsi di AFAM con un nuovo d.d.l., ma sempre con l’impostazione del non investire e del richiamare il sistema universitario senza però poi omologare ad esso compiti, funzioni e trattamenti del personale.

Il caso delle scuole pareggiate che fanno capo agli EE.LL., ormai da tempo parte integrante della rete statale, continua ad essere segnato da un disinteresse dello Stato sia sul piano delle risorse che sul piano normativo (Statalizzazione).

Si avverte un non pieno utilizzo e una ancora minore implementazione nel territorio della risorsa Conservatorio sia sul piano delle possibili attività culturali a beneficio della crescita civile sia sul piano delle attività di produzione artistica. Manca infatti una linea, una proposta definita da parte della rete delle Istituzioni Locali (Regione e AA.LL.), che definisca una programmazione stabile almeno di medio periodo sia di investimenti che di fruizione delle risorse, non trascurabili, disponibili nella rete AFAM Regionale.

Come è facile rilevare questi problemi sono in parte risolvibili sul piano nazionale (Piena attuazione riforma AFAM, statalizzazione Istituti pareggiati), ma altri trovano risposta e possibili soluzioni sul piano locale.

In questo quadro la CGIL e la FLC-CGIL, per il Briccialdi, hanno chiesto e ottenuto incontri con il Comune di Terni e con i massimi rappresentanti della Regione dell’Umbria.

Gli incontri si sono svolti con l’Assessore Piermatti del Comune di Terni, con la Vice Presidente della Regione Umbria Casciari e, infine, con la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, incontro al quale hanno partecipato i Segretari Generali della CGIL Umbria e della Camera del Lavoro di Terni Bravi e Rossi, i Segretari Generali della FLC-CGIL dell’Umbria e di Terni Zupi e Dionisi.

In questi incontri la CGIL e la FLC-CGIL hanno chiesto:

1. che sia fronteggiata la situazione contingente destinando al Briccialdi risorse certe e sufficienti che ne garantiscano il normale funzionamento fino alla statalizzazione;

2. che la Regione dell’Umbria destini stabilmente risorse al Briccialdi, concorrendo a garantirne il normale funzionamento;

3. che si allarghi la platea delle Istituzioni che sostengono il Briccialdi;

4. che ci sia un impegno di tutti i livelli istituzionali per ottenere dal Governo nazionale la statalizzazione;

5. che si implementi la attività e la fruizione della rete AFAM.

Da questi incontri è emersa una disponibilità degli Enti a farsi carico del funzionamento del Briccialdi ma, date le gravi difficoltà economiche della finanza locale, non sono emerse, a parere della CGIL, indicazioni precise e del tutto rassicuranti sul come concretamente perseguire l’obiettivo.

Per questo motivo la CGIL ha chiesto e ottenuto una successiva tornata di incontri nella quale dovrebbe emergere una soluzione più definita e risolutiva.

In particolare la Presidente Marini si è detta disponibile a convocare un “tavolo”, chiesto dalla CGIL, nel quale siano presenti tutti i soggetti istituzionali interessati o da interessare e le OO.SS. al fine di definire soluzioni e programmi credibilmente stabili.

La CGIL e la FLC-CGIL continueranno pertanto a seguire puntualmente l’evolversi della situazione e soprattutto continueranno a sostenere le richieste suindicate fino a portarle a reale attuazione.

02 febbraio ’12
LUCIA ROSSI Segretario Generale CGIL Terni
AMEDEO ZUPI Segretario Generale FLC Cgil Umbria
TOMMASO DIONISI Segretario Generale FLC Cgil Terni
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