Città di Castello: no alla riorganizzazione degli asili nido

La Cgil Alta Umbria unitamente alla Funzione Pubblica CGIL provinciale  di Perugia riconfermano, così come fatto durante l’incontro, dalla stessa categoria, la contrarietà alle scelte operate dall’Amministrazione Comunale di Città di Castello, riguardanti la riorganizzazione del servizio degli asili nido.
La scelta di privatizzare i  pomeriggi di due dei quattro asili nido comunali, dalle 13.00 alle 18.30, ha un prezzo elevato sia in termini economici  che qualitativi.  Economici perché la gestione privata costerà al Comune  più di quella interamente pubblica; qualitativa perché  sullo svolgimento del  servizio sarà esercitato un controllo di qualità da un numero esiguo di persone e ciò non garantisce la stessa qualità di una gestione diretta.
Con questa riorganizzazione l’obiettivo della Giunta pare essere  il progressivo  smantellamento della scuola pubblica e l’abbassamento della qualità delle prestazioni erogate.
Nell’unico incontro di concertazione concesso dall’Amministrazione,  i sindacati in maniera unitaria, hanno proposto un modello organizzativo alternativo a quello della Giunta con una soluzione più conveniente sia in termini, economici che qualitativi, per i bambini e per le famiglie.
Il sindacato, ha presentato un modello di gestione pubblica di tutti gli asili fino alle 16.30 (orario che coincide con l’uscita della maggior parte degli utenti) e  con l’esternalizzazione della parte finale del servizio, dalle 16.30 alle 18.30.
La  scelta riorganizzativa  operata dall’Amministrazione da un lato è  il  frutto dei tagli operati dalla politica del  Governo di centro destra agli enti locali, ma a nostro avviso, la questione avrebbe meritato una maggiore attenzione.
L’alto numero delle richieste di iscrizione al nido pubblico, soprattutto nella fascia oraria 7.30 16.30,  è una costante degli ultimi anni, e conferma la percezione di qualità del servizio  che hanno le famiglie. Per questo la discussione sul nuovo modello organizzativo avrebbe meritato da parte della Amministrazione una maggiore attenzione, partecipazione e condivisione delle scelte.

La CGIL e la Funzione Pubblica ritengono che invece l’Amministrazione abbia fondato le proprie decisioni solo su  criteri economici finanziari senza valutare sufficientemente la qualità del servizio per le famiglie ed i bambini e le ripercussioni sul piano occupazionale e professionale.
In particolare rispetto a questo ultimo aspetto, ribadiamo che potevano essere fatte altre scelte in quanto il vincolo sulla spesa del personale riguarda l’anno 2011 mentre il Comune avrebbe un maggior margine di manovra dal 2012.
Per la CGIL e la Funzione Pubblica CGIL il nido non è e non sarà mai un’azienda e come tale non sarà mai fonte di profitto, ma anzi, continuerà a pesare sul bilancio comunale.
I nidi e le scuole dell’infanzia comunali sono sempre state un fiore all’occhiello di Città di Castello. Per qualunque genitore conta molto di più  il benessere dei propri  figli, la professionalità delle educatrici e una responsabilità diretta dell’amministrazione nella gestione  piuttosto che il perseguimento di  politiche di “risparmio”.
Con la riorganizzazione una decina di educatrici precarie rimangono senza lavoro
, in una fase già difficile del territorio sul piano occupazionale.  Educatrici con una professionalità acquisita in molti anni di lavoro presso il Comune e sulle quali il Comune stesso ha investito in formazione.
La CGIL e la Funzione Pubblica CGIL chiedono che l’Amministrazione Comunale rivaluti con attenzione gli effetti della scelta deliberata e aprano un confronto ampio e concreto sui servizi all’infanzia e sulle ricadute occupazionali valutando altre proposte.  La CGIL e la Funzione Pubblica CGIL attiveranno nei prossimi giorni ulteriori iniziative sia nei confronti della Giunta sia nei confronti delle forze politiche di Città di Castello.
La CGIL  e la FP CGIL sono consapevoli che l’ulteriore taglio agli enti locali imposto dalla nuova manovra finanziaria  determinerà una contrazione del welfare pubblico per questo nei prossimi giorni  attiverà iniziative di mobilitazione per modificarne almeno gli aspetti più iniqui  e per evitare una macelleria sociale.

Città di Castello, 23 agosto 2011

CGIL Alta Umbria Alessandro Piergentili
FP CGIL Elisabetta Masciarri
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