Come vivono gli anziani. Disagiati, scontenti, soddisfatti o tenaci?

Molti volti, molte facce, molti lati di un poliedro che, preso nella sua interezza, rappresenta la condizione anziana. E’ questa l’immagine che ci ha restituito l’indagine campionaria sulle condizioni di vita degli iscritti allo SPI CGIL dell’Umbria, condotta nel 2010 e di cui ripercorriamo sommariamente i risultati.
La metà degli intervistati dispone di meno 880 euro al mese e denuncia problemi economici. Un anziano su 5 si trova in stato di particolare disagio, probabilmente in povertà. Chi sta peggio è soprattutto donna, poco istruito, single e in cattive condizioni di salute. In larga maggioranza, gli intervistati vivono in case di proprietà, che sono molto grandi (96 mq in media). Quasi il 50% dichiara che l’abitazione dove vive necessiterebbe di interventi di ristrutturazione, ma in più della metà dei casi il proprietario non può permetterseli. Un anziano su 4 denuncia la presenza di barriere architettoniche nel luogo dove abita, soprattutto scale.
Le situazioni di isolamento, più o meno intenso, sono assai diffuse. La metà del campione non può contare su nessuno in caso di bisogno, al di fuori dei familiari conviventi. In media, gli intervistati guardano la televisione per circa 3 ore al giorno. Quattro su 10 si occupano dei nipoti, mentre ben uno su tre si prende cura del  coniuge quotidianamente. Sono molti quelli che leggono libri o giornali e svolgono attività motoria, mentre solo poco meno del 30% frequenta un luogo di ritrovo. Appena uno su 10 è impegnato in attività politiche o sindacali.
Quasi un terzo degli intervistati giudica il proprio stato di salute pessimo o non buono; un altro terzo dichiara invece di sentirsi bene. Stanno peggio le donne, i più anziani, chi vive da solo, chi ha redditi bassi, chi è più solo. Un terzo del campione ricorre all’aiuto di qualcuno per problemi di mobilità o salute. Circa un intervistato su 10 si occupa di una persona non autosufficiente, con conseguenti problemi di stress e preoccupazione, ma anche economici e di gestione del tempo. Le preoccupazioni più diffuse riguardano il peggioramento dello stato di salute e della situazione economica, il futuro dei familiari e la paura di subire un reato. Le donne sono più spaventate degli uomini, mentre chi ha più paura passa più tempo davanti alla televisione.
Se prendiamo come riferimento le condizioni materiali (risorse economiche, abitazione, stato di salute) e la qualità della vita (attività, solitudine, preoccupazioni), possiamo definire quattro tipi di anziani: i disagiati, in cattive condizioni materiali e con cattiva qualità della vita, pari a circa il 23% del campione; gli scontenti, in buone condizioni materiali, ma con cattiva qualità della vita (9%); i soddisfatti, in buone condizioni materiali e con buona qualità della vita (37%, cioè la maggioranza); i tenaci, in cattive condizioni materiali, ma con buona qualità della vita (31%).
Disagiati, scontenti, soddisfatti o tenaci: quattro possibili modi di vivere la condizione anziana.

24 novembre 2010

Ugo Carlone

Sociologo – Curatore del libro “Le voci della Crisi” Ediesse 2010

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