Costruiamo un’alleanza per rimettere al centro il lavoro

“Dopo lo sciopero generale del 15 novembre non sono arrivate le risposte che attendevamo, per questo la mobilitazione continuerà con il coinvolgimento più ampio possibile della società civile, dell’associazionismo, del mondo cattolico, della cultura e della cooperazione”. Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Perugia, hanno rilanciato anche in Umbria, nel quadro di una mobilitazione nazionale, una serie di iniziative per rimettere al centro il lavoro e chiedere interventi immediati sia al Governo, all’interno della legge di stabilità su fisco, politiche industriali e politiche attive del lavoro, sia a livello locale, su temi fondamentali quali welfare e non autosufficienza.

Sabato 14 dicembre i tre sindacati confederali hanno dato vita a due iniziative unitarie nell’ambito della mobilitazione nazionale “Per il Lavoro, la legge di stabilità deve cambiare”. A Perugia, presso palazzo Cesaroni, i tre sindacati umbri si sono confrontati con diverse realtà dell’associazionismo e della società civile, intorno al tema della necessaria centralità del lavoro come unica soluzione alla crisi. Sono intervenuti, insieme ai tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, don Fausto Sciurpa, in rappresentanza della Pastorale sociale, Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative, Salvatore Lo Leggio, di Libera Umbria, Antony Xavier Ladis Kumar, vicepresidente della Acli di Perugia, Flavio Lotti, per la Tavola della Pace, Francesco Ferroni, presidente regionale Adiconsum, Michelangelo Grilli, per l’Udu.

Nel pomeriggio la giornata di mobilitazione si è spostata a Terni, presso la Cassa edile, dove si è tenuta un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato, tra gli altri, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, i sindaci di Terni, Leopoldo di Girolamo e Narni, Francesco De Rebotti, il presidente della Provincia, Feliciano Polli, oltre che diversi parlamentari umbri ed esponenti di associazioni di categoria, culturali e partiti politici.

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“La mobilitazione del sindacato continuerà finché non arriveranno risposte che sono ormai ineludibili – hanno sottolineato i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Bravi, Sbarra e Bendini – il Governo e le associazione delle imprese non possono continuare a svolgere un ruolo di mero accompagnamento della crisi. Quello che è alle porte – hanno aggiunto i tre sindacalisti – è il Natale più duro degli ultimi sei anni, con tantissimi giovani che ormai hanno perso addirittura la speranza di trovare lavoro e con i pensionati che vedono ridursi progressivamente il proprio potere d’acquisto. L’Umbria delle 160 vertenze, con nodi fondamentali da sciogliere quali quelli dell’Ast, del polo chimico e della fascia appenninica, non può ulteriormente aspettare un’inversione di tendenza che ponga fine alla politica del solo rigore che si è dimostrata totalmente fallimentare. Quello che serve – hanno concluso Bravi, Sbarra e Bendini – è costruire, a partire dall’unità del sindacato confederale, un’alleanza per il lavoro che restituisca dignità, reddito e futuro alle migliaia di famiglie umbre che oggi sono oppresse dalla crisi”.

 

 

 10 dicembre 2013
Uffici stampa Cgil-Cisl-Uil Umbria
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