Direttivo Spi Cgil: ecco l’ordine del giorno approvato

Il Direttivo Regionale Spi/Cgil dell’Umbria, riunitosi a Perugia il giorno 19 Dicembre 2011 approva la relazione del Segretario Generale Graziano Massoli, arrichita dai numerosi interventi e le conclusioni, giudica negativamente la manovra presentata dal Governo Monti, tesa ad affrontare la gravissima situazione economica lasciata in eredità dal precedente Governo Bossi/Berlusconi,  in quanto alle affermazioni di principio condivise quali: rigore – equità – crescita – giustizia sociale, non hanno  fatto seguito i provvedimenti conseguenti.

Sul versante dell’equità a pagare sono sempre gli stessi, pensionati – lavoratori – giovani, sui quali ricade il massimo dei sacrifici; quasi del tutto assenti le politiche di indirizzo mirate alla crescita e alla occupazione, soprattutto giovanile e femminile; sulle pensioni si fa solamente cassa  pur in presenza dell’equilibrio finanziario del sistema previdenziale a carico dei lavoratori dipendenti.

Il Direttivo Regionale Spi/Cgil fa proprie le iniziative di mobilitazione che Cgil – Cisl – Uil hanno indicato unitariamente, come i presidi dinanzi al Parlamento, per modificare sostanzialmente la manovra, nell’interesse delle classi meno abbienti, anche attraverso una capillare fase di assemblee nei territori che coinvolgano più cittadini possibili; le scelte fatte dal Governo sono largamente insufficienti anche a causa del mancato confronto con il Sindacato nel merito delle decisioni assunte.

Il Direttivo Regionale Spi/Cgil ritiene importante e indispensabile la ripresa dei rapporti unitari con Cisl e Uil anche se, su questo, pesa quanto consumatosi con il recente accordo alla Fiat che ha visto l’inaccettabile e gravissima esclusione della Fiom/Cgil, senza nessuna opposizione da parte delle altre sigle sindacali negando, con ciò, il diritto alla rappresentanza.

Il Direttivo Regionale dello Spi/Cgil, sottolinea la gravità dei provvedimenti economici e finanziari, compreso l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza, attuati dal precedente Governo che incidono,  profondamente e negativamente, al diritto fondamentale alla salute, sancito dalla nostra Costituzione.

L’istituzione del “tavolo per la salute”, da parte dell’attuale Governo, speriamo sia l’inizio di un confronto costruttivo per affrontare tutte le problematiche che riguardano il sistema sanitario pubblico.

Il Direttivo Regionale Spi/Cgil dell’Umbria rivendica, all’attuale Governo, i necessari provvedimenti di natura economica affinché tale diritto sia garantito, soprattutto per quanto attiene  ai Livelli Essenziali di Assistenza, la revisione della applicazione dei ticket, il servizio sanitario nel territorio h.24 e il conseguente rafforzamento dei Distretti per una reale assistenza domiciliare integrata, la legge e il fondo per le persone non autosufficienti al fine di evitarne la loro “sanitarizzazione” e l’introduzione dei voucher, valorizzare il lavoro di tutti i dipendenti del settore intervenendo sul turn-over – precarietà – esternalizzazioni, tutto ciò al fine di mantenere un sistema sanitario pubblico e universalistico.

I tagli effettuati mettono in forte discussione il riconosciuto buon livello dei servizi sanitari, essi ammontano nel biennio 2012/2013 a oltre 120 milioni di euro, ai quali si aggiunge il taglio degli 8 milioni di euro destinati al fondo regionale per la non autosufficienza, in una Regione dove il 24% circa della popolazione è ultra 65enne.

I piani riguardanti il sociale e il sanitario, dell’Umbria, approvati prima dei tagli lineari, imposti dal precedente Governo, dovranno essere rivisti e attualizzati, per evitare operazioni che potrebbero risultare devastanti, con una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati.

Il Direttivo Regionale, dello Spi/Cgil dell’Umbria, giudica molto importante il confronto avviatosi, tra Cgil/Cisl/Uil e il Governo della Regione, su argomenti di forte impatto sociale: le riforme istituzionali – il piano per il lavoro – il welfare – la compartecipazione – la residenzialità e la semiresidenzialità – la legge sulla non autosufficienza – il rapporto Servizio Sanitario e Università, legato alla attuazione dell’Azienda Ospedaliera-Università – il riordino del Sistema Sanitario Regionale.
Devono essere comunque  superati velocemente tutti  i ritardi che ad oggi registriamo nella realizzazione delle riforme sopra dette.

Per quanto riguarda l’aggiornamento del Piano Sociale Regionale, le cui linee di indirizzo generale devono essere mantenute, il Direttivo Regionale Spi/Cgil ritiene che una delle priorità, da affrontare con il massimo dell’impegno, sia quello delle persone non autosufficienti.
Si riconferma la validità delle rivendicazioni contenute nella piattaforma Regionale 2010/2015, Spi/Cgil – Fnp/Cisl – Uilp/Uil, soprattutto per quanto attiene al fondo regionale per la non autosufficienza, rendendolo definitivamente strutturale, intervenendo, se necessario, con progressività sulla fiscalità generale a partire da alti redditi, rendite e patrimoni.

Il pesante taglio, sul welfare e sugli Enti Locali (le risorse nazionali per l’Umbria, per le aree sociali, meno 95,8%: 13.545.708,00 di euro per l’anno 2011 contro 636.790,00 di euro per il 2012), dovrebbe spingere la Regione e tutte le istituzioni locali a finalizzare parte delle nuove entrate previste e possibilmente ulteriori imposte aggiuntive temporanee (tassa di scopo – contributo di solidarietà – patrimoniale regionale proporzionata ai livelli di reddito – contributi fondazioni bancarie ecc.), per sostenere un piano straordinario per il lavoro e l’occupazione giovanile, femminile e per lo stesso sistema del welfare locale.

Inoltre risulterà fondamentale un intervento teso a qualificare e riorganizzare un patrimonio importantissimo come la rete dei servizi, attraverso nuove norme che riguardano l’impresa sociale ma anche il volontariato e il terzo settore.

Il Direttivo regionale Spi/Cgil ritiene utile l’apertura del confronto sulle proposte delineate dall’Assessore Regionale alla sanità, condividendone lo spirito, purché l’obbiettivo sia quello di migliorare ulteriormente la già buona qualità della nostra sanità, anche in equilibrio di bilancio messo a rischio dalla minori risorse nel 2013/2014.

A tale proposito occorre sottolineare che le scelte organizzative, effettuate negli anni ’80, hanno dato risultati soddisfacenti sia per quanto riguarda l’appropriatezza della gestione, l’apporto fondamentale di tutto il personale, l’incidenza limitata della sanità privata, la riorganizzazione della rete ospedaliera, ancora da completare con i nuovi ospedali del Trasimeno e di Narni/Amelia.

Sono presenti anche limiti da superare come: la mobilità passiva, i problemi legati al personale, la carenza riguardante la prevenzione e l’assistenza domiciliare, le cure palliative, la riabilitazione, la sanità di territorio puntando alla “casa della salute” con un nuovo ruolo dei M.M.G. – ai centri di salute h. 24 – le liste di attesa – alla sanità di iniziativa, ed inoltre vi è un rapporto economico sbilanciato sugli Ospedali e una insufficiente integrazione tra questi e il territorio rilanciando il ruolo determinante dei Distretti, definendo nel contempo i compiti degli Ospedali di Branca e Pantalla.

Il Direttivo Regionale Spi/Cgil ritiene, inoltre, necessario potenziare le politiche regionali di prevenzione sanitaria, mettere nei fatti in rete le strutture ospedaliere evitando, anche,  tutti i doppioni presenti (centrale unica 118 e il tema relativo ai precari – la rete delle donazioni e dei trapianti – la rete oncologica – la rete materno neonatale e pediatrica – la rete delle cure palliative e del disagio – la rete informazione), definire un nuovo assetto istituzionale riguardante le Asl che nella proposta dovrebbero diminuire da 4 a 2,  dare completa attuazione alla legge 517/1999 e, in questo senso, consideriamo positiva l’intesa, propedeutica all’attuazione del modello di Azienda Ospedaliera/Università, siglato tra la Regione e l’Università di Perugia.
L’azienda integrata deve essere altresì in sinergia con la rete ospedaliera e i servizi nel territorio favorendo  l’intreccio tra sanità e sociale.
La riforma non deve penalizzare nessun territorio e le due aziende ospedaliere devono avere pari dignità.

Garantire e potenziare il buon livello di qualità ed efficienza dalla sanità Umbra tutelando l’Università di Perugia che deve rimanere un patrimonio per l’intera Regione.

Infine il Direttivo Regionale, dello Spi/Cgil dell’Umbria, ritiene utile che sugli argomenti trattati si svolgano periodiche riunioni affinché tutto il gruppo dirigente, Regionale – Provinciale – Leghe, sia messo nella condizione di essere pronto a veicolare tra i nostri iscritti, nonché tra tutti i cittadini, i risultati del confronto con il Governo nazionale, con la Regione Umbria, con gli Enti Locali anche per condividere, se necessarie,  eventuali iniziative di mobilitazione.

Perugia li 19 dicembre 2011                 il Direttivo Regionale Spi/Cgil
Umbria

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