Ecco un altro lavoratore che non si voleva bene

Ancora un altro tragico incidente sul lavoro nei cantieri della Quadrilatero. L’opera che avrebbe dovuto dare slancio e prospettive per il territorio umbro sta diventando tristemente famosa per l’alto numero di infortuni e di incidenti che dobbiamo rilevare. In quattro mesi due incidenti mortali e tre infortuni gravissimi, sono decisamente troppi. I rischi connessi a questo tipo di lavorazioni sono molto alti ed i lavoratori ne sono consapevoli. E’ per questo che non si può e non si deve mai parlare di fatalità, perché la sicurezza, l’attenzione per la salute dei lavoratori non possono essere lasciate al fato, e ci auguriamo che venga fatta al più presto chiarezza sulle cause che hanno provocato l’incidente.

La piaga delle cosiddette morti bianche non accenna a placarsi, secondo quanto rilevato da un recente studio, nei primi tre mesi del 2011 infatti le morti sul lavoro sono aumentate del 25% rispetto al 2010. Troppo spesso sono causate da tragiche manchevolezze rispetto all’applicazione della normativa sulla sicurezza, alla poca e cattiva formazione ed informazione che i lavoratori ricevono da parte dei datori di lavoro.

Nei settori  in cui la frammentazione dell’impresa è altissima, come l’edilizia, ad esempio, in cui la media di occupati è 3 addetti per impresa, la  possibilità da parte del dipendente di imporsi per rivendicare i prpri diritti, anche dal punto di vista della sicurezza, è difficilmente realizzabile. In tempi di crisi questa difficoltà si acuisce soprattutto a causa della paura della perdita del posto di lavoro, ma anche dello stato d’animo di chi lavora senza certezze, senza futuro, senza speranze. E’ anche questo la crisi, la rassegnazione di chi un lavoro ce l’ha, ma non sa se sarà pagato e quando, di chi si vede costretto a compiere lavorazioni che mettono a rischio la sua salute e la sua vita, di chi non denuncia perché ha paura.

Allora, prima di sentenziare che la sicurezza la pretende chi si vuole bene, cerchiamo di mettere i nostri lavoratori nelle condizioni di poter pretendere qualcosa. Cerchiamo di dare loro la certezza che non verranno lasciati soli, e che per i datori di lavoro che non rispettano le regole, ci siano pene severe. Perché se gli imprenditori sono soli, come afferma Emma Marcegaglia, i lavoratori lo sono ancora di più.

18 aprile 2011

Barbara Mischianti                                                                                   Vasco Cajarelli
Segretaria CGIL Perugia                                                                 Segretario CGIL Umbria
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