Editoria: in Umbria crisi senza precedenti, serve legislazione regionale

La recente intimazione del licenziamento ai 27 lavoratori giornalisti e poligrafici del Giornale dell’Umbria, null’altro rappresenta se non il semplice ed ennesimo atto che la proprietà del Gruppo Editoriale Umbria 1819 Srl, ora in liquidazione, compie in spregio alle più elementari norme di comportamento alle quali un datore di lavoro è tenuto in base alle leggi ed ai contratti.

Come se nulla fosse, infatti, la Società GEU 1819 Srl ha inviato ad ognuno dei lavoratori una comunicazione individuale via e-mail, mentre avrebbe avuto l’obbligo di attivare la procedura di licenziamento collettivo prevista dagli artt. 4 e 24 della Legge n.223/1991, dandone comunicazione alle Rappresentanze Sindacali aziendali ed alle Organizzazioni Sindacali territoriali.

Il fatto, rappresenta la conferma, semmai ve ne fosse il bisogno, della gestione approssimativa (dolosamente approssimativa?…) che ha caratterizzato la vita della testata negli ultimi quattro mesi, dopo il passaggio di proprietà (per soli 50.000 €…) dalla precedente gestione legata all’imprenditore eugubino Carlo Colaiacovo (azionisti le Società Financo, Bifin, Scai e Coop. TMM) e l’attuale proprietario, la Società GIFER Srl di cui è socio unico Giuseppe Incarnato.

Un passaggio di proprietà che potremmo definire avvenuto, quanto meno, in modo poco accorto, se oggi, dopo solo quattro mesi, un manager già al centro di inchieste giudiziarie della Procura di Roma, porta l’azienda alla chiusura.

La mancata attivazione della procedura suddetta, rende di fatto illegittimi i licenziamenti intimati: al riconoscimento di tale illegittimità sarà orientata l’azione sindacale immediata della scrivente Organizzazione Sindacale, di concerto con quella dei giornalisti.

La proprietà della Società GEU 1819 Srl, che finora ha scientemente evitato qualsiasi confronto con i lavoratori e le loro Rappresentanze Sindacali, ha ora l’occasione per chiarire quali sono i suoi intendimenti susseguenti alla decisione della messa in liquidazione, partecipando all’incontro convocato dalla Regione Umbria per il prossimo 9 Febbraio, quando verrà attivato il tavolo di crisi richiesto dal sindacato.

Questa vicenda del Giornale dell’Umbria, solo l’ultima di una serie, rende ulteriormente evidente come il settore editoriale, non solo per il comparto della carta stampata ma anche per quello della emittenza radiotelevisiva privata, anche nella nostra Regione stia attraversando una crisi senza precedenti, con il ricorso agli ammortizzatori sociali in molte situazioni (Corriere dell’Umbria, TRG, TEF, Umbria TV).

Per tale motivo, riteniamo urgente che in Umbria si realizzi una legislazione regionale di sostegno al sistema editoriale e informativo, in grado di supportarne le attività e garantirgli concrete possibilità di sopravvivenza e di sviluppo.

Al mondo istituzionale e imprenditoriale dell’Umbria, rivolgiamo un appello affinché sia possibile trovare le soluzioni utili ad impedire la scomparsa di una testata giornalistica importante come il Giornale dell’Umbria, salvaguardando l’occupazione ed il pluralismo informativo in questa Regione.

 

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