Foligno-Civitanova: muore un lavoratore del cantiere Cmc

Un lavoratore di 58 anni del cantiere Cmc di Ravenna in località Cifo (Foligno) ha perso la vita questa mattina, intorno alle 8,30, dopo essere stato travolto da una centina (struttura in acciaio utilizzata per il consolidamento delle gallerie) che gli ha schiacciato il torace.

La Cgil regionale e provinciale di Perugia e la Fillea Cgil provinciale di Perugia esprimono prima di tutto “cordoglio e vicinanza” ai familiari del lavoratore ucciso, che tra l’altro lavorava nello stesso cantiere con il proprio figlio. Il sindacato si impegnerà con ogni mezzo per offrire sostegno e appoggio alla famiglia.

Intanto, Cgil e Fillea avvieranno da subito una mobilitazione straordinaria, insieme alle organizzazioni della provincia limitrofa di Macerata, interessata anch’essa dai lavoratori di realizzazione della 4 corsie Foligno-Civitanova Marche.

“Esigiamo immediatamente l’applicazione di un protocollo di intesa sulla sicurezza per le grandi opere – affermano in una nota Cgil e Fillea – che coinvolga in primo luogo le istituzioni regionali, alle quali chiediamo anche maggiori risorse da destinare a formazione, controllo e vigilanza nei cantieri. Inoltre – prosegue la nota dei sindacati – avanziamo da subito a Cisl e Uil delle province interessate la proposta di proclamare per lunedì 20 dicembre uno sciopero unitario di otto ore di tutti i lavoratori delle imprese coinvolte nel tratto Val di Chienti della Foligno-Civitanova, affinché si possa aprire un confronto con le controparti per esigere elevati standard di sicurezza sul lavoro”.

Il drammatico evento di oggi, infine, riporta all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dell’approccio al tema della sicurezza che negli ultimi mesi ha visto il Governo Berlusconi protagonista di “un’offensiva culturale e mediatica”, in particolare attraverso le dichiarazioni del ministro Tremonti secondo il quale la sicurezza sul lavoro “è un lusso che non possiamo più permetterci” e con lo “spot vergogna” del ministro Sacconi in cui si afferma che “la sicurezza la pretende chi si vuole bene”

“Sarebbe come dire – affermano ancora Cgil e Fillea nella nota – che il lavoratore morto stamattina e tutte le altre migliaia che hanno perso la vita in questo Paese nel corso degli anni non si volevano bene. Un’idea offensiva, che deresponsabilizza le imprese e i datori di lavoro, i quali hanno invece il dovere legale e morale di prevenire ogni possibile incidente e infortunio”.

Ufficio stampa Cgil Umbria
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