Gesenu: Fp-Cgil, si è voluti arrivare allo sciopero eludendo il confronto

l confronto tra le Parti e le Organizzazioni Sindacali, quando è corretto e trasparente, crediamo sia un momento alto di espressione della democrazia.

Quando invero malafede e disonestà intellettuale si manifestano senza alcun pudore, allora si scende nella demagogia e nel populismo che, la storia insegna, non hanno mai portato bene alla società civile in Italia e nel mondo.

A fronte delle dichiarazioni dei rappresentanti di Fit Cisl e Uiltrasporti territoriali riportate dalla stampa locale ci sentiamo chiamati, non fosse altro che per dovere di cronaca, a precisare quanto segue.

C’è chi oggi richiama l’unità sindacale, ma questa non è stata mai cercata nel corso della difficile trattativa con Gesenu e piuttosto è vero che Cisl e Uil hanno proceduto unilateralmente nel rompere il tavolo del confronto ed alla conseguente proclamazione dello sciopero.

Peraltro, con che faccia la Uiltrasporti umbra richiama all’unità sindacale ed alla applicazione di un contratto nazionale che nemmeno ha sottoscritto?

Si paventano “posizioni preconcette”: si dimenticano costoro di una convocazione da parte di Gesenu SpA per un incontro tra le Parti fissato per il 29 maggio u.s. e rinviato su richiesta della Fit Cisl nazionale all’8 giugno u.s. (il giorno prima dello sciopero), appuntamento al quale peraltro si è presentata la sola Fp Cgil.

Si voleva evidentemente arrivare a consumare lo sciopero eludendo il confronto, questa è la verità dei fatti, a proposito di “posizioni preconcette”.

La Fp Cgil nazionale, territoriale e aziendale hanno incontrato l’Azienda a Roma presso FISE Assoambiente nel rispetto di quanto previsto dal vigente CCNL di settore credendo che i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori si tutelino, fino quando ci sono le condizioni, sui tavoli delle trattative, così come la qualità dei servizi offerti ai cittadini passano anche dalla organizzazione del lavoro, figlio del confronto trasparente tra le Parti,

FP-Cgil, Bartolini Igor

Ufficio Stampa Cgil Umbria, 12/06/2012

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