In questo tempo “eccezionale”, lo sciopero è fondamentale

Cara /o lavoratrice/lavoratore

ho deciso di scriverti perché ritengo questo tempo “eccezionale” e non solo per la crisi economica, ambientale, sociale e democratica, non solo perché ormai l’Italia è occupata su più fronti di guerra, ma perché questa crisi e la politica del governo ha cambiato il volto del Nostro paese e l’animo degli italiani. Ci ha consegnato un paese più povero, più intollerante, più diviso, xenofobo e razzista.

Ho deciso di scriverti perché in questo tempo “eccezionale” lo sciopero generale del 6 maggio diventa una tappa fondamentale della possibilità di cambiamento e di resistenza, uno sciopero contro il governo e contro la confindustria indetto dalla CGIL per riunificare le tante lotte che attraversano il nostro Paese, per chiedere un nuovo stato sociale, il rilancio della “buona occupazione” una vera lotta all’evasione fiscale, meno tasse per i lavoratori dipendenti e pensionati e più tasse per chi i soldi davvero ce l’ha.

Hanno il coraggio di raccontarci che lo Stato non è più in grado di sostenere i costi dei servizi pubblici e stanno umiliando e offendendo i lavoratori pubblici: ma come è possibile che oggi manchi il denaro sufficiente per garantire quelle conquiste sociali sancite dalla Costituzione?

Forse perché il potere dei soldi non è mai stato così egoista ed arrogante, forse perché ormai la finanza creativa ha invaso lo stato reale e forse perché le banche dimostrano innanzitutto di preoccuparsi dei loro dividendi e degli stipendi vertiginosi dei loro dirigenti, non certo dell’interesse generale!

Il motore della resistenza che ci ha consegnato un’Italia distrutta, ma libera e democratica, è stata l’indignazione e tocca oggi a noi indignarci, uscire dall’indifferenza e dalla rassegnazione.

“Ragazzo il mondo è povero oggi, si è tanto insanguinato ma è rimasto povero”…scriveva un vecchio partigiano a suo figlio “diventa ricco tu, ti lascio la mia lotta incompiuta, la mia arma di pace arroventata, non l’appendere al muro il mondo ne ha bisogno, io conquistati il coraggio di essere fiero è questo quello che ti lascio, sforzati di vivere, salta il fosso e fatti libero, a te completare i miei sogni di libertà.”

E allora compagne e compagni, lavoratrici e lavoratori, saltiamo il fosso. Osiamo sperare c’è una Italia migliore che ci aspetta. Lo sciopero generale del sei maggio è una tappa fondamentale per costruire il cambiamento in questo Paese: non dimentichiamolo!

Perugia, 5 maggio 2011
La segretaria generale FP CGIL Umbria
Vanda Scarpelli
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