La festa non si vende: Pasqua, 25 Aprile e Primo Maggio è sciopero del commercio

Il commercio non è un servizio essenziale come la sanità o la sicurezza pubblica, per questo le aperture nei giorni festivi come Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile, Primo Maggio e 2 Giugno sono “giorni di ordinaria follia”. Li hanno ribattezzati così i sindacati umbri del commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che stamattina (14 aprile) hanno presentato nel corso di una conferenza stampa a Perugia, le ragioni dello sciopero regionale del settore proclamato in Umbria per tutte le giornate di festività. “La nostra è una battaglia che va avanti da tempo e punta ad una vera regolamentazione del settore – hanno spiegato Riccardo Giulivi (Filcams), Valerio Natili (Fisascat) e Mariolina Luchetti (Uiltucs) – che consenta di venire incontro alle esigenze di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, tanto più che è ormai chiaramente dimostrato come la liberalizzazione selvaggia delle aperture introdotta dal governo Monti non abbia prodotto alcun risultato in termini di crescita del fatturato e dei consumi”.
I sindacati hanno sottolineato di essere consapevoli delle difficoltà che esistono per lavoratrici e lavoratori nell’adesione allo sciopero. “Ma ciò nonostante – hanno aggiunto – vediamo che i primi risultati si stanno producendo, con catene commerciali che per la prima volta non apriranno in occasione di alcune importanti festività. Inoltre, riteniamo importante mandare comunque un messaggio anche alle istituzioni e ai consumatori, ai quali chiediamo di astenersi dagli acquisti nelle giornate festive, anche per recuperare il vero senso di queste ricorrenze laiche e religiose, che non devono essere sacrificate sull’altare del consumo e del profitto”.
I sindacati umbri hanno poi ricordato come dal 2015 sia fermo in Senato un disegno di legge per regolamentare le aperture nei giorni di festa. Di qui la proposta di convocare i parlamentari umbri per sensibilizzarli affinché quel progetto venga recuperato e portato in discussione, per arrivare “ad una normativa nazionale con una programmazione annuale delle aperture, per tener conto della conciliazione dei temi di vita e lavoro dei dipendenti del commercio e per rispettare le festività civili e religiose del nostro paese”.

Perugia, 14 aprile 2017

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