La scuola in sciopero

Cresce il malcontento nelle scuole umbre e l’attesa per lo sciopero generale che la Flc Cgil ha confermato per domani, 24 novembre 2012, dopo l’affrettata e intempestiva “sospensione” della protesta da parte delle altre sigle sindacali. In una conferenza stampa, tenuta stamattina presso la Cgil di Perugia, Amedeo Zupi e Domenico Maida, della Flc Cgil regionale, insieme a Mario Bravi e Giuliana Renelli della confederazione, hanno spiegato le ragioni “immutate” della mobilitazione di domani.

“La proposta del Governo sugli scatti di anzianità – ha spiegato la Flc Cgil – non è una soluzione, ma il gioco delle tre carte. L’onere del pagamento si scarica sui lavoratori che dovranno rinunciare a una parte del salario accessorio, quello finalizzato al miglioramento dell’offerta formativa cioè il valore aggiunto alla didattica. Gli scatti verranno pagati dagli stessi lavoratori ma anche dagli studenti che avranno meno offerta formativa. L’autonomia scolastica e il patto sociale con le famiglie ne escono calpestati”.

Per coloro poi che dovrebbero percepire lo scatto negli anni successivi, ha spiegato ancora la Flc, c’è una sola soluzione: taglio ulteriore del fondo di scuola. “In due anni quindi le risorse disponibili per il miglioramento dell’offerta formativa si ridurranno a meno di un terzo di quelle attuali”.

Secondo il ministro Grilli, novello Marchionne, questo “impegno” del Governo dovrà essere compensato da un aumento della produttività del personale docente e Ata: vale a dire lavorare di più a parità di salario. Ed ecco che rientra dalla finestra “l’idea malsana”, appena uscita dalla porta, di aumentare a 24 ore l’orario di lezione frontale, senza pagare il lavoro aggiuntivo.

Il Governo tace invece – denuncia ancora la Cgil – su precariato e piano di stabilizzazioni docenti e ATA, tagli agli organici, finanziamenti alla scuola pubblica, docenti inidonei e rinnovo del contratto bloccato da oltre tre anni. E in Umbria – hanno ricordato Flc e Cgil regionali – si è passati in 4 anni da oltre 15mila lavoratori della scuola a meno di 14mila, di cui circa 3mila precari. E i carichi di lavoro diventano ogni giorno più insostenibili, con evidenti ripercussioni sulla qualità del servizio, tanto che il malcontento nelle scuole è a livelli mai toccati prima.

“Insomma, lo sciopero di domani, 24 novembre, è più che giustificato, è necessario – ha concluso Amedeo Zupi – e per questo domani dall’Umbria partiranno almeno 8 pullman, di lavoratori della scuola e studenti, e molti altri si muoveranno con mezzi privati, per partecipare alla manifestazione di Roma, in piazza Farnese, in difesa della scuola pubblica e della dignità dei suoi lavoratori”.

 

 23 novembre 2012
Ufficio stampa Cgil Umbria

 

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