Legge regionale sul lavoro: la posizione della Cgil

È un giudizio articolato quello della Cgil dell’Umbria sul testo di legge, preadottato dalla giunta regionale, in materia di lavoro. “C’è apprezzamento per il percorso di confronto preliminare avviato con le organizzazioni sindacali – commenta il segretario generale Vincenzo Sgalla – percorso che però, come l’assessore sa, dovrà ora proseguire ed intensificarsi prima dell’adozione definitiva del testo”. Per quanto riguarda invece i contenuti della norma, la Cgil, convinta da sempre che il lavoro non si crei per decreto, avrebbe preferito che il confronto si avviasse su un altro livello, ovvero quello di un piano complessivo di rilancio dell’Umbria. “Proprio a questo scopo – ricorda ancora il segretario del primo sindacato regionale – stiamo predisponendo una piattaforma unitaria con le nostre proposte per la ripresa e lo sviluppo”.

Ciò detto, il testo oggetto del confronto con le parti sociali si basa su alcuni pilastri fondamentali: il primo è la costruzione della rete regionale dei servizi per l’impiego. “Su questo passaggio la Cgil ritiene fondamentale – afferma Sgalla – definire esattamente quali saranno l’organizzazione, l’organico e i finanziamenti che la Regione intende stanziare per garantire realmente la centralità del servizio pubblico, per noi determinante come punto di riferimento per chi ha perso il lavoro. E questo anche al fine di evitare – prosegue Sgalla – che una volta accreditati i privati il sistema del collocamento si trasformi in una sorta di far west dove tutto è oggetto della conquista del privato”.

Ci sono poi altri tre aspetti, affrontati nella legge, sui quali per la Cgil “vanno prodotti risultati concreti e misurabili”. Questi sono: sicurezza sul lavoro, responsabilità sociale delle imprese e turnover occupazionale. “Rispetto al primo tema, la sicurezza, l’obiettivo deve essere quello di produrre un abbattimento reale del dato sugli infortuni, che da anni vede l’Umbria ai primi posti nelle classifiche nazionali”, afferma il segretario Cgil. “Per quanto riguarda invece la responsabilità sociale delle imprese – prosegue Sgalla – va affermato il principio che chi ha preso soldi pubblici non può licenziare o delocalizzare la produzione”. Infine, sul tema del turnover occupazionale, “come abbiamo più volte richiesto – conclude Sgalla – servono risorse per creare uno scivolo per il prepensionamento per chi è stato bloccato dalla Fornero e favorire così l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, con particolare attenzione ai settori maggiormente innovativi”.

“Sulla base di queste considerazioni – conclude Sgalla – parteciperemo al confronto che si aprirà sul testo per poi misurarne l’efficacia e costruire il nostro giudizio conclusivo”.

Ufficio stampa Cgil Umbria

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