M.Manifatture, ampie schiarite all’orizzonte

L’azienda presenterà un piano industriale che prevede un sostanzioso incremento dell’occupazione a Orvieto. Cgil: “La svolta è il riconoscimento delle professionalità presenti”

Altra fumata bianca nella riunione di ieri sera tra le istituzioni regione, provincia, comune di Orvieto, la Cgil, la Filctem Cgil, il consorzio Crescendo, l’azienda M.Manifatture, e la curatela fallimentare, per il futuro dell’azienda, che si è tenuta in comune ad Orvieto.
Nel corso della riunione precedente del 19 luglio, a seguito della manifestazione delle lavoratrici organizzata dalla Filctem Cgil con il presidio del casello autostradale di Orvieto, le parti (curatela fallimentare ed azienda) avevano espresso la volontà di trovare una soluzione positiva all’esito della vicenda, che ricordiamo vedeva contrapposti gli interessi tra le stesse, rispetto al canone di affitto dei locali di Sferracavallo, e che tale discussione aveva prodotto le lettere di licenziamento inviate alle 29 dipendenti dell’azienda con effetto dal 1 agosto c.a..
Nella riunione di ieri si è andati oltre le aspettative di tutti, infatti l’azienda ha dichiarato e messo per iscritto, in una lettera alla curatela che si impegnerà ad acquistare, dietro congrua richiesta, i macchinari della fabbrica entro il mese di settembre; soluzione accolta con grande soddisfazione dalla curatela in quanto permetterebbe in tempi brevi di onorare quanto dovuto nei confronti dei creditori dell’azienda Sphera.
Ma la cosa ancora più importante è l’annuncio della stessa azienda M.Manifatture, in cui ha dichiarato che entro i primi giorni del mese di settembre, una volta valutata la compatibilità ambientale, logistica e sociale dell’attività, in accordo con il gruppo perugino rappresentato dall’imprenditore Mariano Vincenzi, presenterà un piano industriale che potrebbe vedere il trasferimento di una parte della attività di lavorazione della pelle che attualmente è svolta sul territorio perugino, con un sostanzioso incremento di occupazione, tutto ciò anche attraverso il contributo degli strumenti che possono essere messi a disposizione dalla regione dell’Umbria e complessivamente con la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali territoriali.
Ma il nodo di svolta della fattibilità dell’operazione è rappresentata dal riconoscimento da parte dell’azienda dell’indiscusso valore della professionalità delle lavoratrici presenti nel territorio, professionalità che anche nella giornata di ieri l’azienda ha inteso riconoscere e sottolineare.
Questa è la risposta più chiara che poteva venire, a chi sostiene che per difendere le aziende dagli effetti della crisi bisogna attuare un contenimento dei salari e dei diritti, (l’accordo di Pomigliano della Fiat ci insegna che quella strada si è rivelata assolutamente perdente), mentre il pensiero della Cgil continua ad essere quello di valorizzare saperi e formazione professionale, incentivando economicamente l’impegno dei lavoratori, in modo particolare nel manifatturiero dove il saper fare rappresenta l’elemento di differenza e questo è confermato dalle stesse aziende.
Crediamo quindi, sarebbe più opportuno concentrarsi sulla messa a sistema delle opportunità complessive che un territorio può mettere a disposizione, salvaguardando i diritti dei lavoratori e i loro salari, piuttosto che ricercare improbabili percorsi di accreditamento nei confronti delle aziende, allontanandosi sempre di più dalla tutela dei lavoratori, ma che a lungo andare produrrebbe danni devastanti anche sul fronte delle imprese.
Il settore tessile italiano, (ed orvietano di conseguenza), dovrà sempre di più tendere alla qualità, e magari al lancio di un marchio territoriale distintivo, piuttosto che tentare una improbabile concorrenza con il mercato cinese.
Riteniamo quindi la vittoria di questo primo round, come la vittoria dei valori fondanti del sindacato della Cgil, dai quali riteniamo in coerenza sia sbagliato derogare, e crediamo sia anzi l’unica strada da percorrer per uscire da una crisi devastante come quella in atto, rafforzando il ruolo del lavoro e dei lavoratori tutti.
Restiamo quindi in attesa degli sviluppi della vicenda, e fiduciosi aspettiamo di poter gettare le basi per un nuovo e più forte, polo tessile orvietano.

Orvieto lì 27 luglio 2010
CGIL E FILCTEM Territoriali

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