Merloni: concretizzare l’accordo di programma

Nella crisi pesante che attraversa l’Umbria e la Fascia appenninica un punto rilevante è rappresentato dalle possibilità che offre l’accordo di programma della Antonio Merloni.

Infatti è l’unico strumento, che può dare una risposta alla crisi drammatica del lavoro della fascia appenninica umbra (un’area con 70.000 abitanti e dove sono a rischio 3.000 posti di lavoro oltre a quelli già persi).

Tra le 100 vertenze aperte della nostra Regione la Antonio Merloni è sicuramente tra le più rilevanti con una dimensione e un peso anche di carattere nazionale.

Oltre 900 lavoratori sono legati direttamente a questa grande vertenza, nella consapevolezza che una risposta vera parte dalla ripresa di attività delle JP Industries di Porcarelli con i suoi 350 addetti; ripresa che deve essere concretizzata e messa in pratica e dando una prospettiva certa per gli altri 600 lavoratori.

Nell’accordo di programma, le risorse previste sul versante umbro e marchigiano (35 milioni) e i bonus occupazionali positivamente stanziati dalla Regione dell’Umbria, sono strumenti che vanno utilizzati fino in fondo.

Da questo punto di vista notiamo una estrema debolezza dell’iniziativa delle associazioni imprenditoriali a partire da Confindustria che debbono svolgere un ruolo attivo e propositivo.

Sarebbe assurdo constatare che le associazioni delle imprese, che lamentano l’assenza di sostegno pubblico alle iniziative imprenditoriali, non cogliessero l’occasione di utilizzarle come è possibile nel caso della Antonio Merloni.

Su questo occorre un salto di qualità.

Per questo come CGIL, riteniamo che vada tenuto alto il livello di iniziativa e di mobilitazione attorno alla fascia appenninica e alla concretizzazione dell’accordo di programma, per evitare che – come è successo nel caso della Faber di Fossato – la nostra regione subisca ulteriormente i processi di deindustrializzazione.

Per questo, l’accordo di programma è uno strumento importante che si lega alla necessità di un Piano del Lavoro per l’Umbria, su cui la CGIL ritiene debba impegnarsi tutta la comunità regionale.

In questa logica martedì 19 febbraio (a Fossato di Vico) continueremo a discutere su un’iniziativa che si propone l’obiettivo di concretizzare il piano del lavoro nella fascia appenninica umbra.

 

Perugia, lì 16 febbraio 2013
 
Il Segretario Generale
Mario Bravi

 

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