Nestlè: siamo alla prova dei fatti

Siamo arrivati a giugno e dopo mesi di difficoltà e cali di lavoro che hanno duramente messo alla prova la tenuta della fabbrica è ora che Nestlé venga fuori dal suo continuo brainstorming e ci illumini sul percorso a venire.

Che l’anno in corso sarebbe stato difficile e complicato era cosa nota, tant’è che nel più breve tempo possibile avevamo predisposto un calendario del lavoro per farvi fronte, ma ciò non è bastato, ogni settimana successiva a quell’accordo abbiamo dovuto apportare delle deroghe in negativo per mantenere salvi i redditi dei lavoratori e delle lavoratrici, già duramente messi alle strette dalla cassa integrazione.

Una gestione che ci ha visto responsabili e accorti nel tenere compatta la fabbrica e nell’assicurare una pace sociale difficile ed ogni giorno più delicata. Come al solito i lavoratori hanno dimostrato alto senso di appartenenza e non rassegnandosi, hanno tenuto fede al contingente, anche perché consapevoli di come il mondo gira male di questi tempi.

La Rsu ha lanciato vari allarmi nelle ultime settimane, soprattutto da quando si è ricominciato a parlare di cassa, e abbiamo più volte richiesto una verifica con i vertici di Milano, consapevoli che la solita ricetta dei risparmi e degli ammortizzatori sociali non sia più sufficiente. Anche perché abbiamo raschiato il barile del monte ferie.

Dunque, è necessaria una svolta reale e tangibile, investimenti, volumi e crescita per lavorare da qui a dicembre continuativamente. Per questo, con il nuovo responsabile della Divisione ci eravamo dati degli affidamenti in merito a determinate strategie: rilancio del marchio, più pubblicità e insourcing.

Oggi è il momento delle verifiche, la Rsu e i lavoratori vogliono sapere cosa ci aspetta nel concreto, e considerati i percorsi comuni nel gestire certe criticità, pretendiamo di conoscere e dire la nostra anche in merito alle scelte strategiche, del resto c’era un vero e proprio accordo su questa modalità, una sorta di modello relazionale alla tedesca, ma che oggi sembra lettera morta. E che noi non vogliamo lasciare nel cassetto.

La Perugina resta la nostra fabbrica, e non lasceremo che sia il giocattolo di qualcuno, soprattutto perché mille persone hanno meritato quotidianamente, con i loro sforzi profusi in tutti i progetti Nestlè (GLOBE, NCE, TPM, BBS, ecc.), una fabbrica europea e con volumi da incrementare piuttosto che da ridurre, abbiamo tanti crediti che ci spenderemo in ogni sede. Bacio, Rossana, e Banane hanno fatto la storia della nostra fabbrica, le scelte fatte fin’ora stanno scrivendo una storia meno affascinante.

RSU Perugina

Ufficio Stampa Cgil Umbria, 05/06/2012

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