Noi ci siamo

E’ un’altra Italia quella che ha riempito piazza Tacito a Terni dopo aver attraversato le vie della città umbra per la manifestazione regionale che ha accompagnato lo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 6 maggio. L’obiettivo dichiarato era quello di svuotare i luoghi di lavoro e riempire la piazza, un obiettivo pienamente raggiunto come dimostrano sia i primi dati sulle adesioni allo sciopero (ferme le principali aziende della regione), sia la straordinaria partecipazione alla manifestazione di Terni: un lunghissimo serpentone composto da diverse migliaia di lavoratrici, lavoratori, precari, studenti, pensionati, donne e uomini dei comitati referendari, cittadine e cittadini arrivati da tutta la regione per dimostrare che c’è un Paese che non si rassegna e pretendeun cambiamento.

“La nottata passerà – ha detto Carla Cantone, segretario generale dello SPI CGIL nell’intervento che ha chiuso la manifestazione umbra – passerà grazie al coraggio di chi ha scioperato e di chi oggi è qui con noi. E passerà grazie alla CGIL che non è affatto isolata: questa straordinaria piazza sta qui a dimostrarlo”.

Al centro della manifestazione di Terni i temi fondamentali della mobilitazione: fisco, occupazione, precariato, democrazia, ma anche le tante vertenze che attraversano l’Umbria. Dalla Merloni al Polo Chimico, dalla Trafomec al settore tabacco, passando per l’edilizia, la scuola, il pubblico impiego: tante facce della crisi in una regione che conta 20mila lavoratori coinvolti dalla cassaintegrazione, che ha perso 7mila posti di lavoro in un anno e che vede una crescente precarizzazione del lavoro.

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“A fronte di un quadro così allarmante e nelle vertenze più pesanti per l’Umbria il Governo è totalmente assente – ha detto nel suo intervento Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria – ed è per questo che oggi siamo qui per dire che devono andarsene a casa, che devono restituire a questo Paese la dignità che gli hanno tolto”.

Bravi ha poi espresso la solidarietà della CGIL al sindaco dimissionario di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e ha lanciato anche un appello a ricostruire l’unità dei lavoratori, “ma sempre stando al merito delle questioni”.

Molto significativi i primi dati raccolti sulle adesioni allo sciopero in Umbria: 60% alla Iverplast di Marsciano, 50% alla Umbra Cuscinetti, 40% alla Isa di Bastia, 65% alla Oma, 75% alla ThyssenKrupp, 90% alla Tagina, 85% alla De Walt Industrial Tools, 85% alla Ondulato Umbro, 90% alla Cartotecnica Tifernate, 100% alla Pucciarini, 100% alla Salis, 85% alla Fisa Kartotecnica, 90% alla Mauro Benedetti, 95% alla Manini, 100% all’Alfa, 100% al Teatro stabile dell’Umbria, 100% alla Borgioni. Altre realtà importanti, in cui la produzione era già ferma, come la Perugina, la Merloni e la Trafomec, hanno comunque visto una grande partecipazione dei lavoratori alla manifestazione di Terni.

Il quadro delle adesioni sarà completato lunedì dai dati sul pubblico impiego e sulla scuola, ma anche qui si registrano segnali molto positivi.

6 maggio 2011
Ufficio stampa Cgil Umbria
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