Occupazione, ancora nuvole sull’Umbria

“Periodicamente arrivano nuovi dati statistici che confermano la gravità della situazione economica dell’Umbria e l’esigenza di una forte mobilitazione per invertire la rotta di una politica nazionale del Governo completamente assente”. Lo afferma il segretario generale della Cgil dell’Umbria Mario Bravi che fa riferimento agli ultimi dati Istat sulle forze di lavoro, relativi al secondo trimestre 2010. “Questi dati ci dicono – spiega Bravi – che per quanto riguarda l’Umbria, l’occupazione è calata di 5mila unità, pari all’1,3% del totale, scendendo a quota 359mila occupati. Una flessione che ancora una volta è superiore a quella media nazionale, dello 0,8%, a testimoniare la difficoltà marcata che attraversa la nostra regione e l’incidenza ancora fortissima della congiuntura nazionale e internazionale”.

Altro dato significativo, continua Mario Bravi, è quello sul tasso di occupazione, “sceso – sottolinea il segretario Cgil – al 61,3%, con una flessione dell’1,5% rispetto al 2009. Un dato che, se confrontato con la tendenza dell’ultimo decennio, quando in Umbria si era saliti dal 60% del 2000 al 65% del 2008, denota la gravità quantitativa e qualitativa della crisi nella nostra regione”.

Crisi anche qualitativa dunque, perché a scendere è esclusivamente l’occupazione dei lavoratori dipendenti, che in un anno passa da 273.000 a 261.000 occupati (-12.000), mentre il lavoro autonomo sale nello stesso periodo da 91.000 unità a 98.000. “Ma quest’ultimo dato – spiega il segretario Bravi – è secondo la Cgil indice della ulteriore frantumazione del sistema produttivo, in particolare in edilizia e nel terzo settore, con un proliferare di partite iva che spesso nasconde in realtà un’induzione al lavoro autonomo, piuttosto che una libera scelta imprenditoriale”.

Infine, c’è il dato sulla disoccupazione, aumentata in un anno di 2000 unità fino a quota 29.000 disoccupati.

“E ad essere colpiti da questa crisi – conclude Bravi – sono sempre di più le figure deboli del mercato del lavoro, ovvero giovani, immigrati e donne. L’occupazione di queste ultime, ad esempio, è scesa di 10.000 unità in un anno, collocandosi alla soglia di 145.000, uno dei dati più bassi degli ultimi 15 anni”.

Per contrastare questa tendenza la Cgil intende “coniugare proposta, rilancio della contrattazione e mobilitazione”. “Sul primo terreno – spiega Bravi – continuiamo a indicare come priorità per la nostra regione il varo di un Piano per il Lavoro, in grado di contrastare questa drammatica tendenza occupazionale. Sul terreno della mobilitazione invece la Cgil si prepara alla grande manifestazione del 27 novembre, il cui titolo non a caso è ‘Il futuro è dei giovani e del Lavoro‘, e che sarà conclusa in piazza San Giovanni a Roma da Susanna Camusso, neo segretario generale della Cgil nazionale”.

5 novembre 2010

Ufficio stampa Cgil Umbria

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