Parte la maratona per salvare il Polo chimico

Da Terni parte martedì 8 marzo la “maratona” dei lavoratori chimici a sostegno della vertenza aperta da oltre un anno per salvare il polo chimico ternano, la cui crisi rischia di cancellare definitivamente 1.000 posti di lavoro.

Una quarantina di lavoratori si recheranno a piedi a Roma: l’arrivo è previsto per giovedì 10 (intorno alle 10.00) proprio sotto le finestre del ministero dello Sviluppo economico, dove – unitamente ad altre centinaia di lavoratori che nel frattempo avranno raggiunto la capitale in pullman – avrà luogo un presidio dell’intera comunità ternana, istituzioni in testa. L’intenzione è quella di essere ricevuti dal ministro Paolo Romani.

L’iniziativa prende le mosse dalla decisione di Lyondell Basell – azienda leader mondiale nel polipropilene, materia prima per la produzione di materiali plastici – di chiudere lo stabilimento produttivo di Terni, decisione che, se realizzata – dicono i sindacati ternani Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil promotori dell’iniziativa – creerebbe un effetto domino anche sulle altre aziende del sito industriale (“Meraklon”, “Treofan”, la centrale termoelettrica Edison) strettamente connesse alla filiera produttiva.

“L’impatto – spiegano i sindacati – rischia di mettere in crisi anche “Novamont” (l’azienda collocata all’interno del sito, leader mondiale nella plastica biodegradabile), peraltro capofila di un progetto che tenta di rilevare l’impianto della Basell per salvare le sorti del sito chimico”.

“Nonostante il ministro Romani – aggiungono Filctem, Femca, Uilcem – abbia dichiarato in più occasioni la strategicità del progetto, ad oggi la discussione è ferma ad un difficile accordo tra due soggetti privati, con un atteggiamento della multinazionale americana-olandese deciso a non cedere”.

“Intendiamoci – dice Alberto Morselli, segretario generale della Filctem – noi non vogliamo entrare nella trattativa tutta privata tra i manager americani e quelli di Novamont, ma l’interessamento del ministro sarebbe comunque molto utile”.

“Una cosa però – aggiunge Morselli – voglio dirla al ministro: i problemi della chimica italiana non si risolvono a pezzi e bocconi, passando di emergenza in emergenza, ma riconvocando quel tavolo nazionale della chimica utile a programmare un quadro di interventi normativi e finanziari a sostegno della ricerca e dell’innovazione, per salvare le imprese, l’occupazione e tutelarne le professionalità”.

“Il paese deve concretamente tornare – conclude il segretario – a ragionare sul futuro della chimica, in assenza del quale sarà inevitabile la dispersione di un significativo patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche, con conseguenze imprevedibili su tutto il resto dell’economia industriale”.

7 marzo 2011
Tratto da Rassegna.it
news, News cgil Terni, Notizie Filctem