Perugia, concluso il congresso Cgil: lavoro, sviluppo e cultura per ripartire

“Un Piano del Lavoro, un progetto ed una piattaforma rivendicativa. Una Vertenza Umbria costruita insieme a Cisl e Uil per far vivere e far partecipare i lavoratori ed i cittadini, un Patto per il Lavoro tra le organizzazioni dei lavoratori e le associazione datoriali, con l’obiettivo di non limitarci alla sola rivendicazione di parte, ma di costruire una proposta comune e condivisa che sia in grado di orientare e supportare le scelte politiche della nostra regione e dei nostri territori, al fine di avviare una risalita dura, ma possibile”. In questo passaggio della relazione del segretario generale uscente della Cgil di Perugia, Vincenzo Sgalla, sta il succo della proposta che il maggiore sindacato della provincia di Perugia (89mila iscritti) rilancia nel giorno di apertura del suo IV congresso provinciale, ospitato dalla Sala dei Notari, luogo simbolo della partecipazione democratica cittadina.

Un congresso che arriva a conclusione di un percorso importante, fatto di 855 assemblee svolte in altrettanti luoghi di lavoro del territorio provinciale, che hanno coinvolto direttamente quasi 24mila lavoratrici e lavoratori della Cgil. Assemblee dalle quali sono emerse con chiarezza la preoccupazione e la rabbia di tante donne e uomini, giovani lavoratori, molto spesso precari, migranti, i più fortunati con un lavoro regolare, cassaintegrati, disoccupati, pensionati ed esodati. “Da loro – ha sottolineato Sgalla – da tutti loro è venuta una sola richiesta, forte, netta, senza possibilità di equivoco: vogliamo lavoro”.

L’Umbria nel periodo 2007-2011 ha perso, in termini di produzione, più di tutte le altre regioni del Centro-Italia con un calo del PIL del 7%. “Un livello – ha sottolineato ancora il segretario della Camera del Lavoro – che ci ha fatto precipitare indietro di 10 anni”. Al contempo, il reddito pro-capite medio si è avvicinato molto a quello delle regioni più povere del paese, con la conseguenza logica che sono crollati i consumi delle famiglie (-5,4%) e la spesa (- 8,4%).

“L’Umbria, ed ancor di più la nostra provincia, hanno bisogno di vere politiche industriali”, ha detto ancora Sgalla, ricordando quelle che sono le priorità di azione che la Cgil rivendica da tempo: una tassa patrimoniale, vale a dire “un’imposta in grado di ridistribuire in maniera diversa e più equa quella ricchezza che in questi anni si è concentrata in poche mani”, e poi una lotta serrata all’evasione, alla corruzione e all’illegalità in genere. E ancora, una riforma della pubblica amministrazione fatta “valorizzando e non demonizzando i dipendenti pubblici”, ma denunciando le storture esistenti, come l’eccessivo dislivello tra le retribuzioni dei dipendenti e quelle di alcuni dirigenti, “oggi oggettivamente insostenibili”.

Investimenti nella scuola e nella formazione, una strenua difesa del diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro, una riforma degli ammortizzatori sociali realmente inclusiva, politiche per la non autosufficienza e per l’infanzia: insomma un progetto di welfare avanzato che può essere un potente antidoto alla crisi. C’è poi la nota dolente (“una sconfitta”) della riforma previdenziale varata dal ministro Fornero, che “ha determinato il sistema previdenziale più ingiusto ed iniquo di tutto il panorama europeo”. “La Cgil – ha detto Sgalla – ha l’obbligo di riprendere e rimontare questa partita”.

Ma l’altro grande tema messo sul tavolo dal segretario Cgil nella sua relazione è quello della cultura. La grande opportunità rappresentata dalla candidatura di Perugia a Capitale europea della Cultura può, secondo la Cgil, rappresentare una grande occasione non solo per il rilancio e lo sviluppo della “capitale dell’Umbria”, ma anche per far ripartire l’occupazione giovanile, frenare il calo delle iscrizioni all’Università, dare prospettive e sostegno alle nuove generazioni.

Nel corso della mattinata di lavori congressuali hanno portato il loro contributo al dibattito il sindaco di Perugia e presidente dell’Anci, Wladimiro Boccali, il prefetto di Perugia, Antonio Reppucci, i segretari di Cisl e Uil, Pierpaola Pierantozzi e Claudio Bendini, il presidente della Fondazione “Perugiassisi 2019” Bruno Bracalente, Nadia Favalli, presidente Smile Umbria e Tiziana Ciabucchi, presidente Auser Umbria. Al termine dei lavori le delegati e i delegati al congresso hanno visitato, in collaborazione con la Sovrintendenza ai beni culturali, la Galleria nazionale dell’Umbria.

Il congresso della Camera del Lavoro di Perugia proseguirà nella giornata di domani, 13 marzo, dalle ore 9.00, presso l’hotel Giò di Perugia. Il dibattito che si svilupperà nell’intera giornata con decine di interventi di delegate, delegati e ospiti, sarà concluso dal segretario nazionale della Cgil Serena Sorrentino. Al termine dei lavori congressuali sarà eletto il nuovo direttivo provinciale che procederà poi, a sua volta, all’elezione del segretario generale della Camera del Lavoro per i prossimi 4 anni di mandato.

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Al termine di due giorni di lavori congressuali, il nuovo direttivo provinciale della Cgil di Perugia, eletto dalla platea congressuale e composto da 90 membri (al 40% donne), ha votato per la conferma di Vincenzo Sgalla nella carica di segretario generale per i prossimi 4 anni di mandato. Su 75 votanti, Sgalla ha ricevuto 67 voti a favore e 7 contrari con un’astensione.

Il dibattito congressuale, caratterizzato nella sua seconda giornata da 35 interventi di delegate e delegati delle varie categorie e settori, è stato concluso dal segretario nazionale della Cgil, Serena Sorrentino: “Questo è il terzo congresso nella crisi che affrontiamo – ha detto Sorrentino – e non c’è mai stato un periodo così lungo nel quale la Cgil si dovuta fare carico del compito di definire un progetto di sviluppo per il paese, il nostro Piano del Lavoro”. Sorrentino ha poi elencato quelle che sono alcune scelte prioritarie per il sindacato: revisione della riforma Fornero sulle pensioni “per ricostruire un principio di giustizia sociale che è venuto meno”, introduzione di una tassa patrimoniale, “come elemento centrale in un progetto complessivo di riforma del fisco”, allargamento della contrattazione in quei settori, come il terziario e il commercio in cui, in alcuni casi, “si registrano modalità di sfruttamento del lavoro a cui non siamo preparati”. Sulla stretta attualità, rappresentata dai provvedimenti annunciati dal premier Renzi, Sorrentino ha aggiunto: “Al governo diciamo alcuni sì e alcuni no, perché se accogliamo con soddisfazione i provvedimenti di riduzione fiscale a vantaggio di lavoratrici e lavoratori e l’intervento sulle rendite, non possiamo invece nascondere la nostra preoccupazione per gli interventi sul lavoro, in particolare sui contratti a termine, sull’apprendistato e per il mancato intervento fiscale sui redditi da pensione”.

Infine, Sorrentino ha sottolineato come il governo non possa considerare “un orpello” il confronto con le organizzazioni sociali. “Il migliore di noi da solo non ce la fa – ha detto il segretario nazionale della Cgil – non ci interessa la forma con la quale si arriva al dialogo, ma che il dialogo e il confronto ci siano per evitare che si commettano errori nel percorso di necessario cambiamento delle politiche economiche e industriali di questo paese”.

 

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