Perugina, clima da caserma

In Perugina si respira un’aria strana, tra meraviglia e stupore. Di certo non c’è uno stato d’animo coerente con le opportunità e le aspettative che la situazione generale dovrebbe e potrebbe far intendere. Partiamo dalle ultime notizie che vengono dal Cae: a detta dell’Ad Nestlè Europa Laurent Freixe “… in Italia si respira un’aria di positività, dinamismo e slancio che caratterizzano il management e l’intero sistema e pertanto intendiamo confermare gli investimenti in quel Paese”. A nostro avviso, in quanto fabbrica più importante della Nestlè in Italia, siamo protagonisti di questo sistema.

E la riprova è data dalla recentissima assunzione a tempo indeterminato di un numero importante di precari e dal passaggio a full time di una decina di part-time, giusta conseguenza degli impegni presi alcuni mesi fa tra la Rsu, le organizzazioni sindacali di categoria e i vertici Nestlè. E stante il valore importante delle relazione industriali, è giusto richiamare anche i risultati raggiunti sulla sicurezza, l’arrivo di nuovi volumi e di nuovi impianti; il tutto contornato da accordi sul lavoro domenicale e sulle flessibilità, che, con lo sforzo di tutti noi, ha permesso alla nostra Perugina di conquistarsi il ruolo di leader in Europa tra le fabbriche Nestlè.

Ma la luce che illumina la facciata della nostra fabbrica perde di intensità quando si entra nel vivere quotidiano e gli importanti accordi raggiunti si vanno a tradurre in azioni concrete: qui si gioca troppo spesso una partita di basso livello, fatta di angherie e intenti persecutori, che mirano a mettere in difficoltà anche il più pacato tra i lavoratori. Il tutto, aggravato da continue vessazioni nei confronti di chi osa alzare lo sguardo, con un lavoro certosino che punta a scovare il marcio laddove non c’è. La fabbrica, sia chiaro a tutti, non è un terreno di sfida e di ripicche, nei reparti c’è gente che lavora e che merita rispetto e considerazione. Noi non abbiamo nessuna intenzione di mettere a repentaglio le prospettive e il futuro della Perugina per via di qualcuno che vuole giocare la sua partita sulla nostra pelle. Non lo permetteremo, anzi metteremo in campo tutte le nostre capacità per difendere e tutelare i lavoratori e la nostra fabbrica. Nestlè deve impegnarsi affinché ad ogni livello siano tradotti nei fatti gli impegni assunti nei Cae e nei Coordinamenti nazionali. Le relazioni industriali, troppo importanti in una realtà di queste dimensioni, non possono restare lettera morta a causa delle contraddizioni che si riscontrano nell’agire quotidiano di qualche giovane responsabile.

Tutto questo per riportare in azienda un clima, degno della nostra storia, che ad oggi rischia di perdersi per un approccio sbagliato da parte di chi si propone di dirigere questa azienda con disciplina e rigore al pari di una “caserma”.

Per la Flai-CGIL e per i delegati è inammissibile che le sorti di una fabbrica come la Perugina, sempre richiamata per le sue potenzialità in Italia ed in Europa, vengano affidate ad un management non all’altezza e che rischia di mettere in forse gli equilibri e le aspettative dei lavoratori. A parere della Flai il senso di responsabilità messo in campo dai delegati non può essere posto in discussione da un gioco di basso profilo portato avanti dalla controparte.

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