“Portiamo Perugia al centro dell’Europa”

Il rapporto tra Europa e Territorio è stato sin dall’inizio del suo mandato un elemento centrale. Filippo Ciavaglia, segretario della Camera del Lavoro da luglio 2015, è figlio di emigranti, andati a lavorare in Belgio subito dopo la seconda guerra mondiale, e rimasti nel cuore dell’Europa fino agli anni ‘70. “Sarà anche per questo – osserva Ciavaglia – che dall’inizio della mia attività sindacale in Cgil ho sempre guardato con attenzione, anche da un piccolo territorio come il nostro, alle dinamiche e ai cambiamenti che si producono fuori dai confini regionali e nazionali”. In questa ottica, e tanto più alla luce degli ultimi drammatici crimini del terrorismo internazionale, si comprende perfettamente il senso dell’iniziativa, ambiziosa e di ampio respiro, che la Cgil di Perugia metterà in campo il prossimo 11 dicembre a Perugia e nei comuni della provincia, dal titolo “Europa e territorio, per un percorso di Pace”

Segretario, puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?
“Abbiamo deciso di mettere in piedi questa iniziativa perché partiamo dal presupposto che le azioni di ogni singolo territorio hanno effetti sugli altri, anche di paesi diversi. Per questo siamo convinti della necessità per l’Europa di una regia e di una visione globale, che metta sempre più a rete le esperienze particolari. Di qui l’idea di invitare a Perugia, città simbolo, insieme ad Assisi, della Pace e della fratellanza, una serie di soggetti del territorio e dell’Europa, rappresentativi del mondo del sindacato, dell’impresa, delle istituzioni e della scuola”.

Qualche nome?
Prima di tutto avremo il piacere di avere la partecipazione del nostro segretario generale Susanna Camusso, che si confronterà nella mattinata presso la sala dei Notari con Luca Visentini, segretario del sindacato europeo (Ces), con rappresentanze istituzionali e territoriali del Belgio e con una delegazione del sindacato tunisino Ugtt, insignito del premio Nobel per la Pace all’interno del Quartetto per il dialogo. Poi nel pomeriggio abbiamo pensato di spostarci sul territorio con i nostri ospiti per aprire dei focus specifici su varie tematiche che dall’Europa si calano sul territorio.

Ci può fare qualche esempio?
Avremo un incontro all’aeroporto di Sant’Egidio, con la partecipazione dell’amministratore delegato dell’aeroporto di Charleroi di Bruxelles che si confronterà con il suo omologo del nostro aeroporto regionale “San Francesco”, alla presenza anche di istituzioni del Belgio e dell’Umbria e delle organizzazioni sindacali umbre ed europee.

E qual’è l’obiettivo in questo caso?
È sempre quello di contribuire a costruire reti. Creare ponti e sinergie tra il nostro piccolo, ma importante aeroporto, e un grande scalo internazionale come quello di Charleroi può essere un’occasione importante anche nell’ottica del reperimento di nuove risorse economiche europee che altrimenti risulterebbero difficilmente accessibili.

E gli altri focus?
In tutto sono 5 gli appuntamenti previsti: oltre all’iniziativa all’aeroporto, abbiamo programmato tre incontri tra il segretario Camusso, le Rsu e le direzioni aziendali delle imprese del polo aerospaziale di Foligno (Umbra Cuscinetti, Oma e Ncm); a Perugia ci sarà un confronto con il console della Tunisia e le delegazioni sindacali tunisine gemellate con la Cgil Umbria; a Marsciano l’incontro con le istituzioni locali e quelle del Belgio insieme all’associazione Arulef, degli umbri emigrati all’estero; e infine, presso la sede Cgil del centro storico di Perugia ci sarà un incontro con i rappresentanti degli studenti dell’Udu (prima lista alle elezioni universitarie di Perugia) insieme a rappresentanti del mondo dell’economia ed esperti internazionali.

Insomma, un grande sforzo per portare Perugia al centro dell’Europa?
“Sì, perché siamo convinti che il modo in cui si sta in Europa non deve dipendere dalla collocazione geografica, né deve essere influenzato dai limiti infrastrutturali e di collegamento che certamente il nostro territorio sconta. Anzi, questi limiti oggettivi vanno trasformati in opportunità di crescita per le nuove generazioni, che hanno insito in loro un forte spirito europeo, ma che, se continuiamo con questi tassi di disoccupazione (doppi rispetto alla media Ue), saranno destinati all’emigrazione, come successe ai miei genitori, ma in maniera diversa, con meno speranze sul futuro”.

Infine, segretario, sullo sfondo ci sembra di leggere da parte del sindacato un rinnovato appello per la Pace, fortemente messa in discussione in questo periodo da guerre, terrorismo e povertà dilagante.
La Pace non è sullo sfondo, la Pace è il primo obiettivo. Senza la pace non si può costruire nulla in Europa come nei territori. Ma per noi, per la Cgil, questo impone un forte cambiamento sul piano della giustizia sociale, della lotta alle diseguaglianze crescenti e alla povertà, che anche nel nostro continente è tornata prepotentemente a far sentire la sua morsa.

 

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