Repartino, la primavera è in ritardo

Non si diradano le nubi sul SPDC. Come se non avesse già sofferto abbastanza, questo servizio. Lo stato di degrado a cui è stato colpevolmente lasciato, sembra non finire. Ad esso si aggiungono manovre e manovrine che rischiano di compromettere e rinviare ancora quanto stabilito dalla Giunta Regionale.

Eppure la politica è stata chiara ed ha fissato date precise: 1) Entro 60 giorni (dalla delibera) istituzione del dipartimento interaziendale ospedale-territorio, che deve fra l’altro predisporre l’intera rete dei servizi psichiatrici ed in particolare “gli assetti funzionali ed assistenziali dell’SPDC” ; 2) Entro il 30 aprile trasferimento dell’SPDC al S. M. della Misericordia.

Ora i 60 giorni sono in scadenza ed il dipartimento interaziendale non vede la luce. Chi predispone allora gli assetti funzionali ed assistenziali dell’SPDC? Circolano ipotesi organizzative varie e a volte fantasiose, oltre che in contraddizione con il mandato della Giunta e con la normativa vigente.

La Giunta ha stabilito: nessun incremento delle unità complesse (i primari). Bene, ma l’SPDC è già una struttura complessa, ed è territoriale: non serve più? Se la struttura complessa dell’SPDC è superflua o incongrua vuol dire che questa definizione organizzativa, avvenuta solo un anno fa, è stata un errore. Qualcuno si prenda la responsabilità e paghi gli errori.

Intanto si parla solo di strutture semplici che non si capisce in quale struttura complessa siano collocate. Bene una unità ospedaliera ed una a gestione universitaria. Entrambe devono però essere collocate all’interno dell’unità complessa dell’SPDC a guida territoriale. Un reparto psichiatrico ospedaliero sarebbe del tutto originale e privo di logica. Il tutto indipendentemente dalla scelta del primario più idoneo a ricoprire il ruolo in questo nuovo assetto. Fermi restando naturalmente i diritti individuali di ogni professionista.

E’ positivo che l’Azienda ospedaliera pare abbia individuato gli spazi idonei e stia lavorando al loro adeguamento, ma il trasferimento non può essere un’occasione per cambiare in negativo i connotati al servizio.

Istituire subito il dipartimento interaziendale…e farlo lavorare, per avere una proposta tecnica di assetto del servizio congrua, con la legge, con la cultura, con le necessità assistenziali e con la tradizione della psichiatria umbra.

Abbiamo bisogno di fare presto e bene. Lo chiediamo noi, ma è anche nella delibera della Giunta Regionale. Recuperare la credibilità del servizio ed incidere sulla mobilità passiva del settore. L’Umbria non può perdere risorse per evidente inadeguatezza del servizio.

21 marzo 2011
Vanda Scarpelli – Segretaria generale Fp-Cgil Umbria
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