Riassetto in Regione: Fp-Cgil, è mancato il confronto

La decisione assunta ieri, 26 gennaio, dalla Giunta regionale relativamente alla revisione del modello organizzativo regionale rappresenta oggettivamente un segnale di discontinuità con il passato e appare orientata a meglio rispondere alle sfide della crisi e dell’incombente federalismo. Obiettivo questo assolutamente condivisibile.

Il sindacato però, non può che prendere atto delle decisioni assunte giacché le stesse sono state prese senza alcun preventivo confronto, peraltro più volte richiesto e sollecitato, che avrebbe consentito alle organizzazioni sindacali di apportare il loro contributo, evitando alla Giunta di assumere una così importante decisione in totale solitudine e soprattutto avrebbe contribuito a fugare le perplessità che ancora rimangono, attorno all’effettivo ruolo, ancora non chiarito, dei “coordinatori” e alla ricaduta pratica che a livello di microstrutture questa riforma sicuramente dovrà avere. Fare chiarezza in questo senso risulterà necessario se si vorrà dare concretezza a quella che in questa fase – stante l’assoluta mancanza di informazioni circa il “modello organizzativo micro” – potrebbe apparire come una mera disarticolazione e riorganizzazione di “centri di potere”, di cui non è possibile valutare le ricadute sull’organizzazione del lavoro generale. Al pari non è possibile valutare se questa riorganizzazione potrà favorire processi di comunicazione e di funzionamento interno o invece renderli addirittura più complessi e soprattutto se e quali ricadute positive ci saranno per la collettività regionale.

Ribadiamo pertanto la necessità e l’urgenza di aprire un confronto vero seppure in un clima di condivisione e di confronto, sulle scelte effettuate e soprattutto su quelle da porre in essere con rapidità ed incisività. Confronto da cui dovrà emergere se la struttura organizzativa, così come disegnata dalla legge regionale n. 2/2005, sia ancora attuale o se invece, alla luce delle novità introdotte ieri sera, la stessa sia ormai uno strumento obsoleto cui occorrerà mettere mano al fine di meglio definire – anche alla luce degli interventi normativi del Governo in materia di responsabilità dei dirigenti – ruolo, funzioni e prerogative della dirigenza regionale.

27 gennaio 2011
Vanda Scarpelli
Segretario generale Fp-Cgil Umbria
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