Sciopero della ristorazione collettiva: a Perugia le lavoratrici protestano in maschera

Dopo 32 mesi di attesa vogliono, anzi “pretendono” il loro contratto, perché “cucinare significa dare, non certo rinunciare”.

Si è svolta oggi, 5 febbraio, presso la Cgil Perugia, la protesta indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per il rinnovo del contratto di lavoratori e lavoratrici della ristorazione collettiva nel settore del pubblico e privato.

La protesta è un modo per ribadire che la situazione sta diventando sempre più critica e questo non è più accettabile. Da nord a Sud 80 mila lavoratori e lavoratrici si aspettano dei fatti e non le solite parole che durano da ormai 32 mesi.

La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale è andata avanti per mesi, fino al 2 dicembre scorso, quando il negoziato si è interrotto “per le proposte inaccettabili delle parti datoriali Angem e Alleanza delle cooperative”, spiegano i sindacati. Proposte quali: riduzione del costo del lavoro, revisione della clausola sociale nei cambi di appalto, abbassamento delle tutele collettive e individuali, aumenti retributivi irrisori, sono le proposte che condizionavano il rinnovo del contratto. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil le hanno rispedite al mittente, perché, spiegano, “avrebbero portato a un ingiustificato arretramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”.

A Perugia, per dare visibilità alla protesta (buone adesioni allo sciopero nelle mense, dicono i sindacati, nonostante si tratti di un settore in cui “non è mai facile scioperare”), alcune lavoratrici si sono date appuntamento sotto la sede della Camera del Lavoro per dare vita ad un flash mob in maschera: “È carnevale e il carnevale ci piace, ma il nostro contratto non è uno scherzo – hanno spiegato – siamo donne, per lo più a part-time, con stipendi già molto bassi, che ci vorrebbero ridurre ancora di più. E poi, c’è il grande problema dei cambi di appalto, nei quali vengono tagliati posti di lavoro e diritti”.

 

 

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