Scuola: non serve nascondersi dietro un dito

Mi permetto di dissentire totalmente con il direttore USR, Maria Letizia Melina, a proposito del tempo pieno a Perugia, come nel resto della regione. Nell’articolo pubblicato da “Il Giornale dell’Umbria”, mercoledì 13 aprile, dal titolo “Poco tempo pieno? Non chiedetelo a noi”, la dottoressa sostiene infatti che sia “una leggenda metropolitana” il fatto che a causa dei tagli del Governo le famiglie perugine (come tutte le altre) debbano pagare di tasca propria le cooperative per mantenere i figli a scuola fino alle 4.

Siamo costretti a ribadirlo per l’ennessima volta: non è una leggenda metropolitana e neanche di paese, è la dura realtà della scuola italiana.

Siamo al 3° anno di tagli e la “colpa” non è di qualcun altro, è del MIUR.

La dottoressa sostiene di aver soddisfatto le richieste di tempo pieno pervenute all’Ufficio scolastico: questo però è dovuto solamente al fatto che le scuole hanno chiesto quello che potevano, sapendo che un incremento del tempo pieno era impossibile. Quindi hanno fatto da filtro alle richieste delle famiglie che in gran parte avrebbero certo preferito pagare 40 euro per la mensa del Comune e quindi per il tempo pieno, piuttosto che 200 erotti euro per una cooperativa che tiene i figli fino alle 16.00.

Alle famiglie, ne siamo certi, non piace farsi del male da sole.

Come se non bastasse, poi, da quest’anno cominceranno ad accusare seriamete il colpo anche le classi a tempo normale, scendendo sotto le 30 ore settimanli di lezione, con il rischio che in alcuni casi i bambini debbano uscire da scuola alle ore 12.00. Saranno altre spese per le famiglie. Per cui, non prendiamoci in giro: il tempo pieno non c’è non perché il Comune non offre il sevizio mensa, ma perché Tremonti e Gelmini non danno organico per formare le classi.

Caro direttore Melina, a ciascuno la sua responsabilità, non è corretto nascondersi dietro la scusa del mancanza della mensa. La realtà è che per fare il tempo pieno servono i docenti e il personale Ata che il Governo ha drasticamente tagliato. Da parte nostra la sfidiamo ad attivare in ogni caso più classi e noi ci faremo carico di incontrare le istituzioni, a partire dal Comune di Perugia, per assicurare tutti i servizi accessori. Purtroppo il vero problema è che con il prossimo anno scolastico arriveremo ad un taglio complessivo di circa 1000 docenti in Umbria.

Altro che mensa, il problema è che la scuola non ha più personale.

Giuliana Renelli
Segretaria regionale Cgil Umbria
News CGIL Umbria, Notizie Flc