Sgl Carbon: un’altra fumata nera

Ancora una fumata nera dal fronte tedesco. Questo è emerso dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato della Sgl Carbon, Carlo Umberto Montani, dopo la visita tedesca della settimana scorsa. Alla consegna delle missive, affidate dal sindacato nazionale nelle mani del board tedesco della multinazionale, la risposta è stata ancora di un vago impegno sul futuro dello stabilimento di Narni, da chiarire nei prossimi giorni.

Sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, che invece sul fronte degli uffici direzionali milanesi si stia accelerando, e questo non appare un segnale positivo, per il nostro paese.

La stessa risposta, estremamente tattica, è stata confermata al sindaco di Narni ed alla Regione dell’Umbria, in un incontro nei giorni scorsi.

E mentre tutto ciò accade, il sistema industriale del nostro paese vede all’orizzonte nuovi problemi. Infatti, dal management delle acciaierie Riva di Verona si conferma che la chiusura dello stabilimento degli elettrodi narnesi porterebbe ulteriori nubi, rappresentate da costi sempre in aumento; al problema annoso e irrisolto del costo energetico ed alla questione del costo del materiale refrattario dei forni, andrebbe ad aggiungersi il maggiore costo di approvvigionamento degli elettrodi di grafite, a causa dell’aumento dei trasporti.

L’altro elemento da tenere fortemente in considerazione è quello della qualità delle produzioni, eccellente nello stabilimento narnese, molto meno negli altri stabilimenti europei, e siccome “a pensar male a volte ci si azzecca”, che sia anche questo un obbiettivo del Board, ovvero quello di togliere di mezzo la qualità della produzione dello stabilimento narnese per aprire autostrade agli altri prodotti?

Ricorderete tutti la storia del nitrato di calcio prodotto a Nera Montoro alla Terni Industrie Chimiche, che una volta acquisito dalla multinazionale norvegese Yara, è stato chiuso per invadere il mercato agricolo italiano con lo scadente prodotto norvegese, allo stesso prezzo di quello “buono”.

Ancora una volta le nostre “eccellenze”, vengono poste sull’altare del sacrificio degli interessi della multinazionale.

Sarebbe proprio il caso che il Governo italiano avesse un sussulto, che i nostri “politicanti”, sempre più in balia della filosofia del cambiamento “che non avverrà mai”, iniziassero ad occuparsi dei problemi veri del paese, della condizione del nostro sistema produttivo, nonché della condizione oggettiva delle persone, piuttosto che di quale sia il sistema migliore per “mantenere la propria poltrona”.

Le organizzazioni sindacali nazionali hanno già inviato al Ministero dello Sviluppo Economico, una urgente richiesta di incontro.

Poi ci sono gli “amici” del territorio, quelli pronti a divenire gli pseudo salvatori della situazione, nel momento della caduta degli dei; gli sciacalli, quelli che avrebbero proposto, secondo indiscrezioni, un progetto alternativo, anche se non avrà mai la forza di sostituire neanche lontanamente in termini occupazionali ed economici il peso della produzione industriale. Come organizzazioni sindacali abbiamo ampliamente dichiarato di essere assolutamente contrari a qualsivoglia progetto alternativo alla produzione della Sgl Carbon, disponibili invece ad aprire un confronto serio e trasparente per progetti da affiancare alle attuali produzioni.

Tra un passo avanti ed uno indietro (ancora in Germania se ne parla) vorremo capire una volta per tutte se, sempre usando il condizionale, l’azienda dell’imprenditore narnese, che è stato visto aggirarsi all’interno dello stabilimento, insieme ai vertici aziendali della SGL Carbon, e che sarebbe interessato ad offrire un progetto “palliativo”, per facilitare l’abbandono della multinazionale, si sia veramente fatto da parte. Se fosse effettivamente così, sarebbe opportuno che esca esplicitamente allo scoperto, così da togliere dalla mente facili soluzioni, per chi deve decidere in queste ore.

Intanto, i lavoratori non ci stanno, e stanno organizzando una grande manifestazione, chiedendo la partecipazione della cittadinanza tutta, a sostegno del patrimonio industriale narnese, che rappresenta la linfa vitale per il tessuto sociale ed economico del territorio.

Giovedì alle ore 9,00 partirà un corteo dai cancelli dello stabilimento, per percorrere le vie cittadine, per dare voce e visibilità ad una battaglia così difficile, ma per dimostrare anche che è la battaglia di un territorio intero, il cui eco dovrà giungere con forza a Perugia il giorno successivo in occasione dello sciopero generale regionale proclamato da CGIL CISL e UIL, e che, tra gli altri temi, mette al centro proprio la battaglia a sostegno dell’industria regionale.

 

Narni lì 08/11/2013
 
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