E’ tempo di votare, anche nelle fabbriche

E’ tempo di elezioni, non solo per rinnovare il Parlamento italiano, ma anche nelle fabbriche metalmeccaniche, dove i lavoratori “rivendicano il diritto ad esprimersi sul proprio contratto di lavoro”. Stamattina, nel corso di un’affollata assemblea sindacale all’interno delle acciaierie Ast di Terni, alla quale ha partecipato anche Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria, la Fiom Cgil ha annunciato l’apertura di una consultazione certificata sul nuovo contratto separato firmato dalle altre organizzazioni sindacali, “perché è insopportabile che, in un paese dove ormai si vota su tutto, i lavoratori non possano dire la propria sulla loro condizione materiale quotidiana, sul loro lavoro”.

Dunque, nella più grande azienda della regione si voterà sul contratto separato, il 6-7-8 febbraio. Ma in altre importanti realtà dell’industria ternana le votazioni sono già avvenute e hanno fatto registrare livelli di partecipazione sorprendenti, insieme ad un netto rigetto del contratto firmato senza il sindacato maggioritario nel settore, la Fiom (quasi 400mila iscritti in Italia su 700mila metalmeccanici sindacalizzati). Al Tubificio ha votato il 51% dei dipendenti (76 su 149) e la proposta Fiom, contraria al contratto separato, ha ottenuto l’82% dei consensi. Alla Faurecia ha votato il 55% dei lavoratori (132 su 240) e la proposta Fiom ha ottenuto il 94% dei consensi.

“Si tratta di risultati che dimostrano la voglia di partecipazione dei lavoratori e la contrarietà rispetto ad un contratto che fa arretrare i diritti soprattutto sul fronte della malattia e degli orari di lavoro”, ha detto Stefano Garzuglia, coordinatore della Fiom Cgil all’interno di Ast. “Non è accettabile che un’organizzazione fortemente rappresentativa, come la Fiom, continui a restare esclusa dai tavoli delle trattative per il contratto – ha aggiunto Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom Cgil di Terni – i lavoratori tutti, iscritti e non iscritti, devono avere la possibilità di esprimersi democraticamente e di scegliere liberamente i propri rappresentanti”.

“Come ha detto il nostro segretario Susanna Camusso, a questo Paese serve un cambiamento profondo nelle scelte politiche, rimettendo al centro la democrazia, a partire dai luoghi di lavoro – ha detto chiudendo l’assemblea Mario Bravi – qui siamo nel luogo che rappresenta l’eccellenza dell’industria umbra, che va difesa ridando dignità e peso politico al lavoro. Per questo – ha proseguito Bravi – la Cgil insiste sulla necessità di un grande Piano del Lavoro, che cambi il paese, ridia certezze alle giovani generazioni, ai cassaintegrati, alle donne. Un grande piano da finanziare attraverso una forte imposta sulle grandi ricchezze, che sarebbe, oltre che una fonte di finanziamento, anche un segnale di equità di cui il Paese ha grande bisogno”.

 

1 febbraio 2013

Ufficio stampa Cgil Umbria

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