Terni, il futuro è green

“L’industria nella natura” era il significativo titolo del breve filmato che ha aperto la riuscitissima iniziativa pubblica organizzata dalla Filctem-Cgil ternana il 27 febbraio scorso su “Terni: il futuro è green”. Vuoi per la relazione del suo segretario generale, Sergio Cardinali, ricca di spunti e di proposte, e della comunicazione di un giovanissimo ingegnere, Diego Guerri,

che ha rappresentato in maniera esemplare un’analisi ricognitiva del “set-up” energetico del polo chimico industriale di Terni (Basell, Meraklon, Treofan, Novamont più un indotto di manutenzione e servizi che occupa complessivamente più di 900 lavoratori); vuoi per la piena partecipazione di dirigenti e amministratori delegati rappresentanti di tutto il “gotha” dell’industria ternana (da “Novamont” a “Terni Research”, da “Corepla”a “Tarkett”, da “A.r.i.a.” alla “Asm”, al presidente di Assobioplastiche); vuoi per l’attenzione mostrata dalle massime cariche istituzionali locali (sindaco di Terni e presidente della Regione Umbria) e nazionali (ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente), oltre alla gradita presenza del vescovo della città, mons. Vincenzo Paglia, che ha “benedetto” l’iniziativa invitando tutti a fare quadrato per il bene del lavoro e dell’economia del territorio. Ne è seguita una interessante tavola rotonda che ha avuto il pregio di stimolare le personalità presenti (Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria; Tullio Fanelli, sottosegretario al ministero dell’Ambiente; Andrea Bianchi, direttore generale del ministero dello Sviluppo Economico; Francesco Ferrante, della commissione Ambiente del Senato; Sergio Santini, dell’Università di Perugia; Alberto Morselli, segretario generale della Filctem-Cgil) non solo su un bene prezioso come quello delle risorse ambientali – spesso citato a sproposito nel tentativo di fare “trendy”- ma per pronunciarsi sul finanziamento e sulla qualificazione/riconversione di una politica industriale verso la “green economy”e l’efficienza energetica, mettendo in campo strumenti e agevolazioni ( interventi della Cassa Depositi e Prestiti e degli istituti bancari, incentivazioni per la filiera del riciclo, Fondo Centrale di Garanzia, risorse dal pacchetto Kyoto, prosieguo del 55% oltre il 2012, ecc.) per favorire soprattutto quelle imprese virtuose che vogliono scommettere e fare. “Dobbiamo spingere tutti in questa direzione – ha detto Alberto Morselli, che ha concluso l’iniziativa – perchè la riqualificazione dell’industria del nostro paese verso la “green economy” è una straordinaria occasione da non perdere per il rilancio di investimenti produttivi in ricerca e sviluppo, oltrechè un eccezionale volano per creare nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali. E il sindacato in questo processo vuole fare la sua parte.” (C.Ca.)

Articolo tratto da http://www.filctemcgil.it
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