Terni: il futuro è green

La Filctem-Cgil prova a riscrivere la Terni del terzo millennio. E lo fa a partire dalla crescita sostenibile,dal risparmio energetico alle fonti rinnovabili, dai servizi ambientali ai processi produttivi ecologici. Insomma dalla “green economy” che – se opportunamente valorizzata – può rappresentare un volano eccezionale per creare nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali. Nutrito il programma dei lavori che mette insieme – per riflettere e agire di conseguenza – istituzioni, rappresentanti del Governo, associazioni imprenditoriali, università, presidenti di azienda, sindacalisti tra i quali Alberto Morselli, segretario generale Filctem-Cgil, che parteciperà nel tardo pomeriggio ad una tavola rotonda coordinata da Silvina Perez, giornalista de “La 7”.

IL PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA

Parlare oggi, di fine della crescita economica, è finzione allo stato puro. Ci troviamo, piuttosto, al centro di un gigantesco ciclo di crescita che proseguirà nei prossimi decenni, per due sostanziali motivi: la crescita inarrestabile della popolazione mondiale, e il soddisfacimento dei bisogni finora trascurati della grande maggioranza degli abitanti della terra, che stanno emergendo dalla miseria. Infatti la ricerca della realizzazione di una vita migliore, simile alla nostra, per gli abitanti di Asia, Africa e America Latina, fa da contraltare alle nostre interrogazioni sulle prospettive di crescita.

La domanda che ci dobbiamo porre è se la crescita esponenziale di beni e servizi, utilizzando gli stessi meccanismi di produzione del passato e del presente, ammesso che ciò sia possibile, ci condurrà al collasso ambientale, oppure possiamo indirizzare il futuro sui binari della sostenibilità. Ciò può essere realizzato spingendo soprattutto su due grandi e potenti leve: l’aumento dell’efficienza delle risorse (produrre di più con meno), e la sostituzione delle materie prime finite con le energie rinnovabili e le materie prime riproducibili, in altre parole attraverso fonti di ricchezza potenzialmente inesauribili. La terra non è uno spazio chiuso in se stesso, ma riceve dall’esterno un costante apporto di energia che finora abbiamo usato, solo in piccola parte. Foreste e risorse fossili, che sono stati utilizzati fino ad oggi, sono poca cosa lei confronti della luce e del calore apportati dall’esterno, che peraltro sono alla base di ogni processo produttivo sulla terra.

Come peraltro il prevedibile esaurimento di molte materie prime e di metalli, impone la transizione ad una bio-economia, basata sull’uso di materie ricavate da sostanze organiche. Alcuni esempi sono dalle nanotecnologie in sostituzione di processi ad alta intensità di energia e materia; come pure gli edifici passivi possono produrre più energia di quella che consumano; si possono riciclare metalli attraverso l’ausilio di batteri; il futuro della mobilità urbana è rappresentato dalla realizzazione di reti elettriche alimentate ad energia rinnovabile, collegate a ferrovie urbane, autobus elettrici, auto e biciclette elettriche. Tutto ciò può essere realizzato nella nostra città, ed ancora una volta ciò che rende possibile la transizione sono la disponibilità di risorse naturali, le propizie condizioni industriali, l’insieme dei saperi e delle conoscenze.

Ancora una volta possiamo essere padroni del nostro futuro, possiamo farcela solo con un grande patto tra tutti i soggetti interessati. Un grande patto che mette insieme i lavoratori, le imprese e i loro rispettivi rappresentanti, l’agricoltura e l’industria, la ricerca e l’università, le istituzioni locali e il Governo nazionale, i partiti politici e i cittadini tutti. Un patto tra i soggetti del territorio, per ripartire da questa dimensione, in un clima nuovo, di ritrovata collaborazione e di grande coesione tra tutti gli elementi che lo compongono, spinto dalla necessità di collegamento dove ognuno ha bisogno dell’anello precedente ed è egualmente legato al seguente, così da sconfiggere personalismi ed interessi di nicchia che tanto hanno impoverito il nostro territorio.

Il Segretario Generale FILCTEM di Terni
Sergio Cardinali
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