Torniamo a parlare di consultori

Riportare al centro della attenzione i consultori, a quasi quaranta anni dalla loro nascita, e dopo quasi venti anni che non si svolgeva un dibattito pubblico sul tema: è stato questo il primo risultato dell’iniziativa messa in campo dal Coordinamento regionale Donne dello Spi Cgil dell’Umbria, in collaborazione con i Coordinamenti Provinciali di Perugia e Terni, che ha visto una prima tappa a Terni lo scorso 15 gennaio, dal titolo “Consultori e salute di genere”. Un incontro importante e molto partecipato, che ha visto la presenza di circa 150 persone, donne dello Spi Cgil, associazioni di donne del territorio, operatrici, operatori e responsabili dei consultori, con il coinvolgimento delle diverse figure professionali, dirigenti regionali della sanità, dei distretti sanitari e direttori sanitari di Perugia e Terni e della Coordinatrice Nazionale donne dello Spi, Mara Nardini.

 

 

Le donne anziane e pensionate della Cgil hanno voluto riprendere il discorso sui consultori, confinati in un cono d’ombra nelle politiche sanitarie regionali e ancora troppo di frequente immaginati prevalentemente come il luogo dove si consente l’aborto. Purtroppo, poco vengono valorizzate le tante attività che essi svolgono: tutela della salute della donna e del bambino con i percorsi nascita durante gravidanza – parto – puerperio, sostegno alla maternità e paternità consapevole; aborto e contraccezione; informazione sulle procedure per adozioni e affidi familiari; counselling per adolescenti e giovani, con lo spazio giovani che agisce anche in collaborazione con le scuole, e il counselling menopausa.

Per quanto riguarda l’aborto medico, cioè effettuato con la RU486, la cosiddetta pillola abortiva, da molti interventi è emerso che in Umbria non è possibile effettuarlo in regime di day-hospital, perché la Regione non ha ancora legiferato in tal senso; anche l’aborto chirurgico è difficoltoso nelle strutture pubbliche per le lunghe attese obbligate.

I Coordinamenti donne dello Spi, nel corso del 2013 hanno svolto una rilevazione dati in tutti i nove distretti del Perugino e nei tre distretti del Ternano, per complessive 44 sedi principali di consultorio e 15 sedi distaccate o punti di accesso, distribuiti nel territorio regionale. Emergono realtà differenziate, per modello organizzativo e per prevalenza di alcune attività su altre: è sempre presente l’attività dedicata al “percorso nascite”; alcuni consultori si caratterizzano per l’attività verso adolescenti e giovani anche con percorsi programmati per scuole, altri per l’impegno a sostenere le adozioni e l’affido. Rispetto alle attività per la menopausa, in due distretti nel Perugino e uno nel Ternano i consultori non vi fanno alcun riferimento e solo in un consultorio a Perugia è organizzato il counselling per le donne nel periodo post menopausa.

Per le donne dello Spi questo è un problema centrale: l’attività del consultorio accompagna la donna durante il periodo di fertilità e capacità riproduttiva, poi c’è il vuoto. Ma le donne oggi vivono molto più a lungo che nel passato e mediamente trascorrono un terzo della loro vita in post-menopausa, ancora socialmente attive, spesso ancora inserite nel mondo del lavoro, sostituiscono i servizi alla persona e alla famiglia, mancanti e ridotti, costituendo il perno del welfare familiare. Vivere più a lungo non basta: bisogna migliorare le condizioni dell’essere anziane e anziani.

L’incontro di Terni si è concluso con la presentazione delle proposte dei Coordinamenti donne dello Spi Cgil, che saranno inserite nella piattaforma rivendicativa del sindacato anche in relazione alle “Misure di riordino e razionalizzazione dei servizi del sistema sanitario regionale” approvate dalla Regione Umbria nel 2012 :

1.Ampliare la competenza del Consultorio alle donne anche dopo la fase riproduttiva e post menopausa.

2.Inserimento del consultorio nell’area della Prevenzione e salute della donna e della età evolutiva (Casa della Salute e non area materno-infantile)

3.Stipulare, a livello locale, accordi precisi fra consultori – distretti e la rete dei centri socioculturali e centri anziani, per un programma di “incontri di gruppo” tematici per le donne anziane

4.Se vogliamo rilanciare i consultori, valorizzarne il patrimonio di competenze costruite in quasi 40 anni, serve una alleanza, un patto fra le cittadine/i e le operatrici e operatori della Sanità, ai diversi livelli di responsabilità, non solo per mantenere un servizio di indubbio valore, ma soprattutto per discuterne i cambiamenti, le trasformazioni quando questi avvengono, costruendo forme di partecipazione democratica dalla quale potrebbero emergere risultati impensati.

Per questo saranno programmati altri incontri tra Coordinamenti donne dello SPI CGIL e consultori nei distretti sanitari dei vari territori.

 

 

Perugia, 22 gennaio 2014
 
Roberta Perfetti, Coordinatrice Regionale Donne – SPI CGIL Umbria

 

 

 

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