Tute blu in sciopero: no all’accordo truccato

La reazione delle tute blu della Fiom, il maggiore sindacato dei metalmeccanici in Umbria e in Italia, non si è fatta attendere. All’indomani dell’ennesimo accordo separato per il rinnovo del contratto di categoria, siglato da Fim e Uilm con Federmeccanica, escludendo appunto il sindacato più rappresentativo, gli operai di tutta Italia e anche quelli delle aziende umbre si sono fermati per lo sciopero indetto dalla Fiom contro “un accordo truccato”, che secondo le tute blu della Cgil, “non fa altro che peggiorare le condizioni dei lavoratori”. Un’intesa “sul modello Fiat”, denuncia la Fiom, che “svuota il contratto, toglie ruolo alle Rsu, mette in discussione i minimi salariali e peggiora le condizioni normative”.

Lo sciopero, che in Umbria è stato di 4 ore per turno, ha fatto registrare alti livelli di partecipazione nelle principali aziende del settore. Adesione massiccia all’Ast ThyssenKrupp di Terni e nell’indotto (90%), così come, sempre a Terni, alla Faurecia (85%). In provincia di Perugia si registrano adesioni molto alte alla Terexlift (90%), Renzacci (90%), Sacofgas (80%), Termovana (80%), Giunti (90%), Nardi (70%), Emu (90%), Fail (90%), Iverplast (80%), Ims (90%), Oma (70%), Meccanotecnica (70%). Adesioni più contenute, ma comunque significative (sempre sopra il 30%) in molte altre aziende del territorio.

Accanto allo sciopero la Fiom Cgil ha anche organizzato una serie di iniziative di sensibilizzazione e protesta insieme ai lavoratori delle aziende locali. A Terni, presidio con raccolta di firme per il referendum sul lavoro (articolo 18 e articolo 8), davanti ai cancelli dell’Ast. Presente anche il segretario nazionale della Fiom, Gianni Venturi. In provincia di Perugia, invece, si è mossa la “carovana per il contratto”, una manifestazione itinerante che ha fatto tappa prima alla Terexlift di Umbertide – dove sono intervenuti tra gli altri il segretario regionale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi, il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti e Alessandro Pagano per la Fiom nazionale – poi alla Emu di Marsciano e infine alla Ims-Isotta Fraschini di Spoleto, il territorio più penalizzato in assoluto dalla crisi del settore metalmeccanico.

In tutte le iniziative è stato sottolineato che la Fiom e la Cgil si batteranno con ogni mezzo, sindacale e legale per mantenere il diritto dei lavoratori metalmeccanici ad eleggere liberamente i propri rappresentanti sindacali e a decidere in autonomia sul proprio contratto, cosa che al momento gli è impedita dai firmatari dell’accordo separato.

 

6 dicembre 2012
Ufficio stampa Cgil Umbria

 

 

Comunicati stampa, News CGIL Umbria, Notizie Fiom, slide