Umbra Acque: basta privatizzazioni

“Nel valutare gli aspetti legati ai processi di riorganizzazione aziendale proposti dall’amministratore delegato di Umbra Acque, attraverso la costituzione di un’apposita società che raccolga molteplici attività e servizi generali, oggi facenti parte dell’organizzazione definita ad aprile 2010, esprimiamo la nostra contrarietà al progetto aziendale, in quanto esso prefigura assetti societari diversi da quelli attualmente in concessione, l’esternalizzazione di attività che fanno parte del core business aziendale, con il conseguente rischio della perdita di molteplici posizioni di lavoro da parte di Umbra Acque”. E’ quanto si legge nella lettera che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle organizzazioni di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil, hanno inviato nei giorni scorsi a tutti i sindaci (38) dei comuni soci di Umbra Acque Spa.

“E’ nostra ferma convinzione – si legge ancora nella missiva firmata dai segretari generali Bravi, Sbarra e Bendini e da quelli di categoria Basili, Rossi e Gramaccioni – precisare che una fase di trasformazione aziendale debba necessariamente prevedere un progetto di sviluppo che guardi al futuro del settore nella nostra regione, progetto che sia in grado di mettere a fattore comune, attraverso aggregazioni con gli altri due soggetti gestori, attività e servizi che possano portare realmente un beneficio per la riduzione dei costi tariffari al cittadino”.

“Confidando nella sensibilità e nella responsabilità istituzionale sull’argomento – concludono i sindacati – vi richiediamo un incontro a breve per meglio esplicitare la posizione espressa”.

6 dicembre 2010
Ufficio stampa Cgil Umbria
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