Umbria Mobilità: no alla privatizzazione ad ogni costo

Si è svolta presso la Camera del Lavoro di Foligno una riunione tra la segreterie della Cgil Regionale dell’Umbria (Bravi), della Cgil Provinciale di Perugia (Sgalla e Mazzoli), della Cgil Provinciale di Terni (Romanelli), della FILT Regionale dell’Umbria (Tardioli, Taborro e Bizzarri) e la RSU Filt-Cgil di UTM, con all’ordine del giorno la situazione dell’azienda regionale di trasporto pubblico locale.

Dalla discussione è emersa ancora una volta la convinzione che la costituzione dell’azienda unica di trasporto pubblico abbia rappresentato, per le istituzioni, per le organizzazioni sindacali e per tutta la comunità, un obiettivo strategico.

Per questo, le sorti dell’azienda regionale di trasporto non possono dipendere esclusivamente dall’intervento di un partner industriale, privato o pubblico che sia.

Inoltre, l’unificazione delle 4 aziende pubbliche di trasporto ha rappresentato, e rappresenta tuttora, nonostante tutto, anche un esempio di integrazione valido per tutti gli altri servizi a rete, caratterizzati da una gestione frammentata in una moltitudine di aziende locali.

Purtroppo, la mala gestione della dirigenza da una parte, la mancanza di attenzione delle istituzioni e di tutte le forze politiche, indipendentemente dallo schieramento di appartenenza, dall’altra, hanno determinato la grave situazione in cui si trova l’azienda oggi.

Rispetto alle responsabilità accertate fino ad ora lascia perplessi la totale assenza di qualsivoglia azione di responsabilità individuale.

Inoltre, il salvataggio dell’azienda regionale di trasporto pubblico locale, salvaguardandone la sua natura pubblica, è un preciso dovere di tutte le istituzioni e di tutte le forze politiche umbre.

La soluzione individuata dagli advisors – basata sulla concessione del prestito ponte a determinate condizioni, sul riequilibrio dei costi e dei ricavi, con l’adeguamento dei corrispettivi chilometrici e delle tariffe, e, infine, sull’individuazione di un partner industriale al quale affidare il controllo, seguendo lo schema già sperimentato a Firenze con Ataf (azienda assimilabile a UTM esclusivamente per il numero di dipendenti) – non convince pienamente, soprattutto perché, come si evince dal piano di risanamento, l’azienda entro il 2015 potrà tornare a generare utili.

La Cgil ritiene fondamentale salvaguardare: il perimetro pubblico, il fattore lavoro (in termini occupazionali, di produttività e di diritti acquisiti), l’integrità dell’azienda e dei servizi svolti.

Tra l’altro, l’ipotesi di cessione di quote dell’azienda a ipotetici partners industriali va in contraddizione con quanto affermato dalla Cgil nell’ambito del “Piano del Lavoro”, dove si ritiene tanto possibile, quanto opportuno, l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti anche nelle aziende private, al fine di rilanciarne la competitività.

La Cgil chiede che il progetto “azienda unica” venga rilanciato, come chiede che venga riaffermato, mediante un ulteriore impegno, il ruolo di “garante istituzionale del progetto” in capo alla Regione Umbria.

La Cgil non è disponibile ad accettare soluzioni preconfezionate.

Per questo motivo, nell’interesse dei dipendenti dell’azienda, dell’indotto e di tutti gli utenti, si attiverà, a tutti i livelli, con le opportune iniziative. A tale proposito, la Cgil ritiene fondamentale organizzare, assieme alle altre organizzazioni sindacali confederali, un’iniziativa pubblica che coinvolga tutti i soggetti interessati, istituzionali e politici, e che metta al centro della discussione il problema e le possibili soluzioni.

Inoltre, se l’individuazione di un partner industriale “forte” dovesse dimostrarsi una soluzione imprescindibile per garantire la continuità aziendale, la Cgil ritiene opportuno individuare altri percorsi, quale, per esempio, quello intrapreso in Lombardia (nascita di TreNord, azienda a capitale misto pubblico della Regione Lombardia e del Gruppo FFSS). Soluzione che trova anche fondatezza nell’importanza, in termini economici, del contratto di servizio in essere tra la Regione Umbria e Trenitalia.

Quando la Cgil chiedeva che si procedesse, mediante la sua rifondazione, alla costituzione di Umbria Tpl e Mobilità 2.0, evidentemente non intendeva, né auspicava, una nuova azienda collocata fuori dal perimetro pubblico.

Perugia, 12 febbraio 2013
Cgil Regionale Umbria (Mario Bravi)
Cgil Provinciale Perugia (Vincenzo Sgalla)
Cgil Provinciale Terni (Attilio Romanelli)
Filt Regionale Umbria (Cristiano Tardioli)

 

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