Umbria: per uscire dalla crisi non serve Pomigliano

Domani (martedì 19 ottobre), alla presenza del segretario generale nazionale, Guglielmo Epifani, la Cgil dell’Umbria presenterà in un’iniziativa alla Sala dei Notari di Perugia la sua proposta di Piano per il Lavoro per l’Umbria. Una piattaforma sulla base della quale far ripartire il confronto con tutti i soggetti sociali e istituzionali della regione.
E stamattina, in una conferenza stampa tenuta presso la Cgil di Terni, il segretario generale della Cgil dell’Umbria Mario Bravi – accompagnato dagli altri componenti della segreteria, Patrizia Venturini, Serena Moriondo, Gianfranco Fattorini, e dalla segretaria generale della Cgil di Terni, Lucia Rossi – ha spiegato l’importanza dell’iniziativa di domani, che si inserisce in un contesto economico e sociale sempre più critico per l’Umbria.


Bravi ha esordito richiamando la grande manifestazione della Fiom
e della Cgil di sabato scorso a Roma. “Una manifestazione che testimonia chiaramente quale è l’identità del nostro sindacato: un’organizzazione che non rinuncia al conflitto contro le politiche sbagliate del Governo e di Confindustria, così come avviene in tutto il resto di Europa, ma che mantiene la propria azione sempre entro i confini tracciati dalla nostra Costituzione”. Di qui discende la naturale condanna degli atti di vandalismo nei confronti delle sedi sindacali ternane di Cisl e Uil dei giorni scorsi. “Li condanniamo e li consideriamo infantili, inutili e dannosi”, ha detto Bravi ricordando che dal primo momento sia la Cgil regionale che quella provinciale, così come la Fiom, hanno preso una posizione chiara sugli episodi. “Al tempo stesso però non ci stiamo ad essere additati come i responsabili di quei gesti e non accettiamo di sentirci dire che è colpa della scarsa informazione sugli accordi o sulle scelte dei diversi sindacati – ha aggiunto Lucia Rossi, riferendosi alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal segretario Cisl di Terni, Faliero Chiappini – anzi, siamo noi a chiedere da tempo le assemblee unitarie per spiegare le diverse posizioni, ma finora non abbiamo mai avuto una risposta positiva in tal senso”.
Insomma, ha ripreso Bravi, “la Cgil preferisce tagliare corto con le polemiche strumentali e stare al merito delle questioni e la presentazione della proposta di Piano per il Lavoro di domani va proprio in questa direzione”.

I DATI SULLA CIG NEL III TRIMESTRE 2010

“Gli ultimi dati dell’osservatorio Cgil sull’occupazione dipingono un quadro sempre più preoccupante – ha detto ancora il segretario regionale – l’Umbria infatti, nonostante abbia già un livello di salari e pensioni sotto la media nazionale, sembra subire la crisi in maniera addirittura più pesante del resto del Paese”. Per esempio, è stato sottolineato il “triste primato” in materia di utilizzo della cassa integrazione in deroga, che in Umbria interessa i 2/3 dei cassaintegrati complessivi (che sono 22mila, 11mila dei quali a zero ore). Un dato nettamente superiore alla media nazionale (che è di 1/3) e che testimonia la fragilità del sistema produttivo umbro, ponendo drammaticamente il problema del rifinanziamento per il 2011 degli ammortizzatori sociali, “sul quale al momento – ha detto ancora Bravi – il Governo non ha dato alcuna garanzia”.
C’è poi il dato, anche questo superiore alla media nazionale, relativo al calo dell’occupazione nel 2009, scesa del 2,6% contro l’1,6% del Paese (mentre la disoccupazione è salita dal 7 al 7,6%). E anche i dati relativi al 2010, in particolare al II trimestre di quest’anno, confermano questa situazione: in questo periodo l’occupazione in Umbria è calata dell’1,26%, contro una media nazionale dello 0,83%.
“Questo dimostra chiaramente che non è vero che laddove i salari e gli stipendi sono più bassi si riesce a difendere meglio l’occupazione – ha osservato ancora il segretario Bravi – e a chi pensa o addirittura auspica l’arrivo anche qui del modello Pomigliano-Marchionne, diciamo con fermezza che la Cgil non è disponibile e che altre sono le strade da percorrere per difendere il lavoro e la coesione sociale nella nostra regione”.


Un’altra idea di competizione e sviluppo
, dunque, che parta da un “salto di qualità della nostra industria manifatturiera, attraverso l’innovazione (anche di prodotto, non solo di processo), la ricerca (in raccordo con l’Università) e l’estensione della contrattazione in tutti i posti di lavoro”.
Questo è a grandi linee il progetto che la Cgil umbra tenterà di delineare nel Piano per il Lavoro che presenterà domani e sulla base del quale si potrà aprire un confronto, “naturalmente con Cisl e Uil”, ma anche con le associazioni imprenditoriali che “devono smettere di svolgere la funzione di notai della crisi e assumersi una grande responsabilità per invertire la tendenza”.

18 ottobre 2010
Ufficio stampa Cgil Umbria

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