Umbria Tpl, partiti col piede sbagliato

Si è svolto lo scorso 10 dicembre, di fronte alla Prefettura di Perugia, il presidio delle segreterie confederali e di categoria di Cgil e Filt-Cgil, Cisl e Fit-Cisl, Uil e Uiltrasporti e dei lavoratori e delle lavoratrici della ex Ferrovia centrale umbra Srl, ora Umbria Tpl e Mobilità Spa. Il picchetto si è tenuto in occasione dello sciopero di quattro ore indetto per tutto il personale della Fcu, che ha visto i lavoratori incrociare le braccia le ultime quattro ore del turno per il personale degli impianti fissi e dalle 16 alle 20 per il personale addetto alla circolazione dei treni (lo sciopero si è svolto nel rispetto dei servizi minimi).

In primo piano è stata messa la questione dei tredici precari della Fcu (ai quali si aggiungono anche i precari ex Apm Spa, per un totale di 24 lavoratori), ora confluiti nella Umbria Tpl, il cui contratto scadrà alla fine dell’anno. I sindacati richiedono che i tredici lavoratori siano stabilizzati a tempo indeterminato a partire dal primo gennaio, soprattutto alla luce della proposta avanzata dall’Azienda stessa, che prevede nuovi 23 posti da assegnare nell’organico della ex Fcu.

“L’Umbria Tpl – hanno sottolineato i sindacati – è partita con il piede sbagliato, poiché non è si voluto porre rimedio a quelle criticità che esistevano all’interno delle società costituende, trascinandole così nella nuova realtà societaria. Inoltre, alla luce dei tagli di Trenitalia, sarebbe logico evitare depotenziamenti dei servizi a livello regionale e non solo”.

Questi, in sintesi, i punti cardine della protesta delle segreterie regionali: per quanto riguarda la vertenza con la ex Fcu, l’indisponibilità a integrare e rivedere le norme già esistenti relative alla predisposizione dei turni per i macchinisti e per i capitreno; l’interpretazione forzosa circa l’erogazione del premio di produttività; la mancata attivazione del percorso selettivo sia per le posizioni del personale di macchina che per quelle di capo-stazione.

Invece, per quanto riguarda la trattativa con Umbria Tpl Mobilità, i sindacati rimarcano le distanze finora registrate rispetto a: la stabilizzazione di tutto il personale, la mancanza di confronto sull’organigramma aziendale, in particolare riferimento alle ricadute che questo avrà sull’organizzazione del lavoro e sui territori (vedi Terni e Spoleto) che potranno essere privati di alcune funzioni.

Inoltre, le segreterie regionali stigmatizzano il comportamento del ministro delle Infrastrutture e Trasporti che, per l’ennesima volta, ha differito in maniera illegittima lo sciopero nazionale proclamato per la giornata odierna sul rinnovo del contratto nazionale della mobilità. Infine, le segreterie regionali esprimono forti preoccupazioni per le ricadute che i tagli programmati dal Governo avranno sul sistema del trasporto pubblico (ferro e gomma) sia in termini occupazionali che di servizi all’utenza.

10 dicembre 2010

Perugia, 10 dicembre 2010

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