Un progetto per l’Umbria: serve un accordo regionale

Questo è il testo dell’ordine del giorno conclusivo approvato dal direttivo della Cgil dell’Umbria mercoledì 17 maggio 2017

 

Il comitato direttivo della Cgil dell’Umbria, riunitosi a Perugia in data mercoledì 17 maggio 2017, approva la relazione del segretario generale regionale Vincenzo Sgalla e le conclusioni del segretario nazionale Nino Baseotto, tenendo conto dei numerosi spunti emersi dal dibattito.
Vista la preoccupante situazione internazionale, le guerre in essere e quelle minacciate, la continua emergenza umanitaria collegata alle migrazioni, la deriva autoritaria in Turchia e i preoccupanti segnali di crescente intolleranza in Italia, la Cgil dell’Umbria è impegnata nel favorire e sollecitare, anche attraverso il confronto con le proprie strutture nazionali, il rilancio dei movimenti per la Pace e la non violenza, che hanno in Umbria una storia e una tradizione importante e che devono necessariamente tornare a giocare un ruolo importante in questa fase politica così delicata.
In quest’ottica la Cgil dell’Umbria ritiene di grande importanza e sostiene convintamente la manifestazione antirazzista “Insieme senza muri” in programma sabato 20 maggio a Milano, alla quale parteciperà anche la Cgil nazionale.
Contrasto alle infiltrazioni mafiose e battaglia per la sicurezza nei luoghi di lavoro sono altri due capisaldi dell’impegno dell’organizzazione, che vanno ad affiancarsi alla campagna, mai interrotta e che prosegue anche dopo la vittoria su voucher e appalti, per l’allargamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso la Carte dei diritti universali del Lavoro, che resta il nostro obiettivo fondamentale.
Accanto a questo è necessario però avviare un’azione sindacale forte a sostegno di un progetto di rilancio complessivo dell’Umbria, viste le proporzioni drammatiche del declino economico e gli ulteriori effetti generati dal sisma. Mai come in questa fase le opportunità che esistono (vedi ingenti risorse per la ricostruzione, per le aree interne, per industria 4.0, per Terni-Narni area di crisi complessa, oltre ai finanziamenti europei) vanno trasformate in azioni concrete.
Per questo come Cgil saremo impegnati, attraverso una campagna di assemblee, possibilmente unitarie, nei luoghi di lavoro e nei territori, a rilanciare la nostra proposta per poi rivendicare un accordo quadro con la Regione che indichi la direzione da seguire nel prossimo decennio per il rilancio dell’Umbria. Naturalmente, saremo pronti, nel caso in cui non dovessimo trovare disponibilità al confronto, a mettere in campo tutte le necessarie iniziative di mobilitazione a sostegno della nostra proposta. Questo diventa ancor più necessario oggi, alla luce della riapertura di due vertenze simbolo per la nostra regione: Perugina e Ast. Situazioni che hanno motivazioni differenti, ma che evidenziano in maniera palese lo squilibrio del rapporto tra territorio e multinazionali.
Dunque, il percorso sindacale individuato porterà entro l’estate la Cgil regionale e le due Camere del Lavoro di Perugia e Terni ad aprire immediatamente una fase di confronto unitario con Cisl e Uil, per poi avviare le assemblee nei luoghi di lavoro e sul territorio, con iniziative cittadine pubbliche che possano contribuire alla stesura finale della proposta sindacale. Proposta che andrà poi licenziata attraverso l’assemblea regionale dei quadri e delegati da tenersi entro settembre, e sostenuta con una manifestazione regionale da tenersi entro l’autunno.

Perugia, 17 maggio 2017

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