Università: il coraggio di cambiare

Le elezioni del Rettore si tengono in un momento particolarmente difficile e delicato per l’Ateneo.

L’Ateneo conosce una fase ormai non breve di declino che, proprio per il suo prolungarsi, comincia ad essere seriamente preoccupante.

Se alcune cause sono fuori dall’Ateneo o non possono essere affrontate solo in sede locale (grave crisi economica, un mercato del lavoro erroneamente non orientato all’utilizzo di laureati, perdita di immagine delle nostre città, gravi tagli di fondi per il diritto allo studio, riforma universitaria sbagliata e nefasta) altrettante invece nascono e possono (devono) essere affrontate dentro la locale comunità universitaria.

Alla CGIL e alla FLC CGIL appare del tutto necessaria una svolta di forte discontinuità rispetto al cammino finora seguito.

Con questo non intendiamo assolutamente unirci al nascente coro che sostiene essere la colpa della situazione attuale unicamente di Bistoni; in tutti questi lunghi anni di rettorato non bisogna dimenticare che il magnifico uscente ha “governato”, con luci ed ombre, insieme alla sua giunta, agli organi accademici, al direttore generale ecc. Troppo spesso si sono lasciati soli, con colpevole inerzia, gli appartenenti alla CGIL a sollevare perplessità e a volte contrarietà sul modo in cui veniva condotto l’Ateneo.

Con chiarezza dobbiamo dire che negli ultimi anni problemi, difficoltà, aspetti negativi si sono moltiplicati e ingranditi. Alcuni si sono proprio incancreniti. E certo non aiuta una ripetuta esposizione sulla stampa che, seppur a volte sembra sparare nel mucchio indiscriminatamente e con toni da maccartismo colpendo anche persone del tutto innocenti, è conseguenza di atteggiamenti e comportamenti inaccettabili e gravi, presenti nell’Ateneo e non sufficientemente e tempestivamente contrastati e sanzionati.

Quindi una svolta, un cambiamento di rotta tempestivo e incisivo. Elenchiamo alcuni punti, per titoli, a nostro parere urgenti da affrontare e non più eludibili.

A.Per prima cosa bisogna arrestare l’emorragia di iscrizioni e la perdita di studenti nelle fasi successive.

Con un numero sempre minore di studenti il declino è inevitabile. Questo vuol dire agire subito su alcune priorità: qualità della didattica suoi tempi e sua organizzazione, rivisitazione dei corsi di laurea, orientamento, tutoraggio, riconoscimento di una base minima di diritti degli studenti certi ed esigibili, disponibilità al dialogo e al colloquio con gli studenti e pieno riconoscimento del loro ruolo nella governance dell’Ateneo.

Bisogna ricostruire l’idea di una Istituzione, l’Ateneo, che “si prende cura” dei suoi studenti, che li accompagna e li aiuta in un tratto di vita fondamentale, che gli chiede impegno e attenzione ma aiuta a dispiegarli.

B.La qualità del corpo accademico.

Sprovincializzare, attrarre eccellenze, dare riconoscimento e agibilità alle tantissime alte professionalità che pure già ci sono, riconoscere e implementare capacità e merito nella didattica e nella ricerca, verificare puntualmente le qualità e la precisione del lavoro.

C.Trasparenza e legalità, rispetto pieno delle competenze, osservanza delle norme nel governo dell’Ateneo, nei procedimenti, nell’accesso.

D.Governo democratico e partecipato dell’Ateneo nel pieno rispetto di tutte le componenti, a partire dal personale TAB e CEL. Pieno rispetto delle competenze degli Organi, che vanno allargati e completati (CdA e presenza Personale TAB)

E.Portare a compimento la definitiva maturazione del Polo Ternano, che deve assumere a pieno titolo la funzione di secondo Polo universitario umbro.

F.Pieno rispetto delle prerogative e del ruolo delle relazioni sindacali quale veicolo della qualificazione, del rispetto e della crescita del lavoro.

G.Partecipazione, trasparenza e discussione del ruolo della Università nelle istituende aziende ospedaliere integrate di Perugia e Terni

 

I temi suddetti costituiscono gli elementi indispensabili a guardare al futuro dell’Ateneo senza soggiacere al suo evidente declino vedendolo come ineluttabile.

L’Ateneo ha i mezzi, gli strumenti e le energie per pensare ad un forte rilancio, che è del tutto possibile.

Possibile a condizione che tutti i suoi operatori e tutti i suoi organi, a partire dal nuovo Rettore, abbiamo consapevolezza della gravità della situazione e responsabilità delle scelte.

Per questo motivo riteniamo debbano essere prese in considerazione con particolare attenzione le candidature a Rettore che vanno in questo senso.

Nel pieno rispetto per tutti i candidati, tutti prestigiosi e competenti, convince di più chi non ha avuto particolari responsabilità di governo negli ultimi anni e che ha proposto programmi più decisi verso il rinnovamento.

Il nuovo Rettore deve avere a nostro parere queste caratteristiche: autorevolezza nell’Ateneo, carriera accademica significativa e consistente, prestigio nella comunità regionale, notorietà e credibilità a livello nazionale atte a contrastare la perdita d’immagine dell’Ateneo, capacità di rapportarsi alle altre Istituzioni e ma anche di garantire la piena autonomia dell’Ateneo, attenzione e rispetto per tutte le componenti delle comunità accademica, attenzione e rispetto per le regole e la trasparenza, puntigliosa e riconosciuta correttezza nei comportamenti personali e istituzionali. E infine, seguendo l’indirizzo del rinnovamento, va votato quel candidato che sia stato marginale alla discutibile governance ‘subita’ dal nostro Ateneo negli ultimi anni, dando riconoscimento a chi ha avuto il ‘coraggio’, alla luce del sole e in momento non sospetto, di dare un segnale di contrasto e di discontinuità.

Non c’è più tempo: o si cambia, subito, o l’Ateneo, dopo secoli di vita gloriosa, rischia per la prima volta di andare incontro ad una profonda crisi e ad una trasformazione negativa e per lungo tempo irreversibile.

Perugia, 3 ottobre 2013
Segreterie Regionali CGIL e FLC
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