Università: la Cgil è sul tetto

La CGIL e la FLC CGIL dell’Umbria ribadiscono il pieno sostegno alle azioni di protesta che i Ricercatori e gli Studenti stanno mettendo in atto a Perugia, come in tutto il Paese, contro lo smantellamento della Università statale e contro il diritto di poter accedere ai livelli alti di istruzione pubblica.

La scelta di ricercatori e studenti di occupare i tetti di alcune strutture universitarie dimostra che neppure la promessa, in realtà del tutto illusoria, di concorsi elemosina riesce a fermare chi si batte contro il tentativo del Governo di cancellare il diritto allo studio, di ridimensionare le università pubbliche, di precarizzare strutturalmente i ricercatori e licenziare migliaia di precari, di massacrare, sul versante dei salari e dei percorsi di carriera, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo.

Il Governo prenda atto che le sue politiche sono fallimentari perché stanno distruggendo scuola, università e ricerca pubblica e che le sue “riforme” non incontrano la condivisione di nessuno perché assolutamente contrarie agli interessi generali del Paese, perché negano speranze e futuro ad una intera generazione, perché condannano al sottosviluppo e alla precarietà.

Non si svende il diritto allo studio, l’autonomia e la libertà della alta formazione, il pluralismo della ricerca a pochi poteri forti che guardano solo alla speranza di fare i propri interessi.

Continua il presidio sotto la Camera dei Deputati e certamente continueranno le iniziative di protesta: ed esse vanno il sostegno convinto della Cgil tutta.

Il DDL Gelmini contro l’Università va fermato. Chiediamo ai Parlamentari umbri di adoperarsi in questo senso per evitare al Paese una autentica tragedia, questa si “epocale”.

Invitiamo tutto il mondo universitario a partecipare alla manifestazione nazionale della CGIL a Roma sabato 27 novembre che ha al suo centro proprio la difesa del lavoro e del futuro dei giovani e che costituisce una ulteriore occasione per esprimere il proprio dissenso.

Mario Bravi- CGIL Umbria
Amedeo Zupi – FLC CGIL Umbria
  • IL RACCONTO DELLA PROTESTA A PERUGIA

Un gruppo di ricercatori, insieme a studenti e precari dell’Università di Perugia, sono saliti mercoledì 24 novembre sul tetto della mensa in via Pascoli, in segno di protesta contro la riforma Gelmini e i tagli imposti alle Università. Gli occupanti sul tetto spiegano che a far scattare la molla della discesa in campo degli studenti accanto ai ricercatori, è stato l’esito dell’assemblea della delegazione degli studenti universitari con l’amministratore unico dell’Adisu, Maurizio Oliviero.
Gli studenti hanno avuto conferma di quello che hanno sempre sostenuto, ovvero che le borse di studio del 2009/2010 non verranno pagate. Così mercoledì, alle 11.30, si sono posizionati sul tetto accanto a precari e ricercatori.
Sul tetto della mensa sono saliti anche lo stesso Maurizio Oliviero amministratore unico dell’Adisu, per portare il suo sostegno e legittimare la protesta non dando l’assenso all’intervento delle forze dell’ordine, e , Lamberto Bottini segretario regionale del PD Umbro che ha espresso la vicinanza e la condivisione della protesta studentesca.
Non solo ricercatori sul tetto ma anche studenti dell’Udu, del Movimento Onda, e molti ospiti dei collegi Adisu, che hanno segnalato come tra poco per loro non ci sarà più possibilità di disporre del diritto agli studi.
Nella giornata di giovedì poi la protesta è proseguita con il blocco della mensa di via Pascoli e venerdì 26 novembre con l’occupazione del collegio di Agraria.
Leonardo Esposito dell’Udu spiega: “ Il ddl colpisce tutti, non solo studenti e ricercatori. I ricercatori sono una figura precaria che ci riguarda molto, perché noi siamo una generazione di futuri precari”.

Irene De Stefano

Andrea Biagini

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