Università: trionfano omertà e arroganza

Giovedì 20 gennaio si è insediato il Consiglio degli Studenti dell’Università di Perugia, in seguito alla protesta che l’associazione Sinistra Universitaria – UdU Perugia ha portato avanti in concomitanza della prima seduta di questo organo, facendo rinviare la convocazione per sottolineare le gravi penalizzazioni che la rappresentanza studentesca tutta subirà dall’applicazione della riforma Gelmini nelle varie Università.

I rappresentanti degli studenti in Senato avranno infatti un mero compito consultivo, mentre il numero dei degli studenti in Consiglio di Amministrazione diminuirà escludendo quindi la pluralità del mondo studentesco da questo organismo. Infine un numero consistente di studenti, ad oggi fuoricorso per un sistema universitario lacunoso e da innovare, vengono esclusi dalla possibilità di partecipare attivamente alla vita universitaria candidandosi a rappresentante degli studenti.

Il quadro che emerge è chiaro ed è stato ampiamente illustrato in una lunga dichiarazione letta in Consiglio degli Studenti per conto della Sinistra Universitaria – UdU.

“Abbiamo oggi riportato in Consiglio” dichiara Leonardo Esposito, Coordinatore dell’UdU “la protesta e le profonde critiche che abbiamo mosso da anni all’impianto dell’azione di questo Governo nazionale. Purtroppo però, solo Student’s Office è entrata nel merito della discussione. Dalle altre associazioni abbiamo percepito solo un imbarazzato silenzio ingiustificabile”.

In seguito ai comunicati stampa uscita nella scorsa settimana, è stato infatti chiesto se realmente fosse presente una maggioranza in Consiglio degli Studenti che potesse concordare quantomeno su una visione generale dell’Università.

“Nei prossimi mesi” continua Espositosaremo tutti chiamati a dare il nostro contributo per la riforma dello Statuto dell’Università. Ci siamo invece purtroppo trovati di fronte ad un accordo che mette al centro incarichi e poltrone, coalizza delle minoranze, a discapito dell’esito elettorale, ignorando il grande consenso che gli studenti hanno espresso nei confronti dell’UdU. Tanto è stato aritmetico questo accordo, che solo l’associazione Student’s Office ha risposto nel merito delle nostre critiche. Da Giovane Italia e Rinascita Universitaria, solo un assordante silenzio”.

Purtroppo però oggi non solo il Consiglio ha assistito ad un vuoto quasi assoluto di discussione, ma ha visto anche forzature e palesi violazioni dei regolamenti e delle procedure democratiche.

“Un Consiglio di 30 rappresentanti” commenta Federico Fratini, Responsabile Comunicazione dell’UdU dovrebbe vedere 14 consiglieri rappresentati nell’Ufficio di Presidenza e quindi democraticamente tutelati. Al momento della votazione invece il neopresidente ha imposto una palese violazione delle regole democratiche, volendo imporre nominativi della propria associazione a discapito di ogni tutela di metà del Consiglio. Nonostante la nostra uscita dall’aula, in segno di profonda e manifesta protesta, il presidente ha dimostrato tutta la sua arroganza e tutto il suo disprezzo per ogni tutela democratica, ignorando ogni discussione e procedendo con una votazione illegittima e ingiusta”.

Volendo sintetizzare una giornata buia per la rappresentanza studentesca, l’omertà di chi non riesce a giustificare in alcun modo un accordo da Prima Repubblica viene superata solo dall’arroganza da chi, forse imparando dal proprio partito, ha fatto una battaglia per occupare più poltrone possibili sprezzante di ogni regola democratica o di ogni tutela di quasi metà del Consiglio.

Non stupisce quindi che ancora una volta la destra studentesca non si smentisca. Solo poche settimane fa questo atteggiamento ha portato al tentativo di boicottaggio delle elezioni studentesche, fino al punto di arrivare al furto del materiale elettorale dal seggio di Lettere e Filosofia.

“In questo quadro” conclude Fratini il nostro primo impegno è nel contrasto di chi disprezza la democrazia e punta meramente ad occupare qualche poltrona in più, anche violando i regolamenti”.

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